Il Nepal si tinge di rosa. dopo anni di discriminazioni la Bhandari è presidente

29 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Il Nepal si tinge di rosa. dopo anni di discriminazioni la Bhandari è presidente
Il Nepal ha da oggi una presidente donna, la prima nella storia del Paese. 

Si tratta della cinquantaquattrenne Vidhya Devi Bhandari esponente del Partito Comunista del Nepal di ispirazione marxista -leninista. 

Il Nepal è diventato una repubblica a partire del 2008 dopo il regno autoritario di re Gyanendra e oltre dieci anni di sanguinaria guerra civile. 

Dopo la fine dell’autoritarismo monarchico nel 2006 un' assemblea costituente ha in pratica sancito il passaggio alla Repubblica e la transizione verso lo stato democratico. 

La neo eletta presidente Bhandari è un esponente di primo piano del Partito Comunista del Nepal, movimento di estrema sinistra ma di stampo moderato diverso dal Partito Comunista Maoista protagonista della guerriglia armata durante gli anni della guerra civile. Negli ultimi anni i due partiti comunisti si sono avvicinati anche se i maoisti restano attestati su posizioni più estreme e filo cinesi. 

Bhandari ha vinto in parlamento con 327 voti contro i 214 del principale rivale, Kul Bahadur Gurung, del Partito del Congresso Nepalese, partito socialdemocratico legato all’India. 

Bhandari è stata eletta in virtù del suo impegno per la costituzione della Repubblica e il passaggio alla democrazia, ma ancora di più per le sue storiche battaglie in difesa dei diritti della donna, per anni discriminata nel Nepal. 

La nuova Costituzione fondativa della Repubblica sancisce fra i principi fondamentali il superamento di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, oltre all’abolizione della tortura, delle caste, della censura mediatica, tutte pratiche in auge nel vecchio regime monarchico superate anche grazie all’impegno e all’azione coraggiosa della neo presidentessa che ha portato avanti per anni con tenacia e grande impegno civile la lotta per l'emancipazione femminile.

Come presidente avrà un ruolo esclusivamente di rappresentanza, tuttavia utile per favorire quella stabilizzazione del Paese seguita proprio alla transizione politica. Un paese il Nepal dove non mancano gli estremismi, a cominciare da quello del Partito Nazionalista del Nepal di stampo induista e rimasto sostanzialmente fedele alla monarchia. 

Resta poi come detto da completare il processo di piena legittimazione democratica del Partito Comunista Maoista rimasto sostanzialmente legato alla guerriglia e non ancora completamente istituzionalizzato, nonostante il ruolo fondamentale giocato dai maoisti nel favorire la caduta del regime monarchico e l’approvazione della nuova carta costituzionale. 

Tutte sfide che questa battagliera militante comunista di 54 anni dovrà affrontare e tentare di risolvere per il bene del Paese che da oggi è chiamata a rappresentare nel mondo. 
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