Il ministro Lorenzin: "No a psicosi sulla carne". Come nel 2011 con i cetrioli

29 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Il ministro Lorenzin: 'No a psicosi sulla carne'. Come nel 2011 con i cetrioli
In molti hanno volto lo sguardo al Ministero della Salute dopo che l'annuncio dell'Oms sulla carne
aveva creato già un primo effetto psicosi. Almeno sui media, visto che in molti sono pronti a scommettere che gli italiani non cambieranno facilmente le loro abitudini alimentari. 

Nel dubbio, e come prevedibile, il Ministro ha parlato. Lo aveva chiesto, tra gli altri, anche Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, proprio dalle pagine di IntelligoNews
Come riporta La Voce,  il ministro Lorenzin ha le idee chiare: ”Non c’è niente di cui dobbiamo avere timore – ha tranquillizzato – attualmente abbiamo nella nostra cultura una corretta e sana alimentazione che bilancia tutti i nutrienti, e la nostra carne è estremamente controllata in tutta la fase di lavorazione, dalla produzione a quello che mangia l’animale, fino al momento della macellazione. La stessa cosa possiamo dire sui nostri prosciutti, e in ogni caso da noi non c’è minimamente il consumo di carni rosse e lavorate che c’è in altri Paesi". 
"Direi – ha ribadito – che invece dovremmo continuare a proporre la nostra dieta mediterranea come elemento sano ed equilibrato”. Ad ogni modo, ha aggiunto, ”la documentazione completa su questo studio non ci verrà consegnata prima della metà del 2016”. 

Il ministro Lorenzin: 'No a psicosi sulla carne'. Come nel 2011 con i cetrioli
Un dato, quest'ultimo, che genera un certo malumore soprattutto tra i produttori. Se infatti sarà necessario attendere almeno sei mesi per avere la documentazione completa, è possibile che monti nel frattempo la psicosi basata su titoli di giornale a nove colonne e quant'altro. Nel frattempo, a onor del vero, è da registrare l'intervento degli oncologi italiani che il giorno dopo l'annuncio dell'Oms hanno preso posizione con un appello contro gli allarmismi.

Del resto casi simili si sono già registrati, più volte, in passato. Basti pensare a quanto accaduto nel 2011 con i cetrioli. Dopo circa una settimana dall'inizio della psicosi il prezzo era già calato fino al cinquanta per cento. "Si è dimezzata anche la richiesta dalla grande distribuzione - lamentava allora Andrea Repossini, della Coldiretti Milano -, ma i nostri cetrioli sono assolutamente sicuri, come ha ribadito il ministro della Salute Fazio". 

Intanto, volgendo lo sguardo all'Expo, proprio con l'intento di stabilire modalità d'acceso e garanzie legate al diritto al cibo è sorta la Carta di Milano, documento firmato dal ministro Lorenzin che sancisce l'impegno ufficiale delle nazioni “occidentali” alla lotta contro carenze ed eccessi alimentari e a garantire un futuro al pianeta terra in cui nessuno debba più morire a causa di alimenti scadenti o di mancato approvvigionamento.
Il cibo, insomma, resta sempre protagonista. 

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