Dati Istat: pre-occupazione della Camusso, ma la Cisl è più elastica

29 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Dati Istat: pre-occupazione della Camusso, ma la Cisl è più elastica
"Se non riparte l'occupazione possiamo bearci ogni giorno degli indici di fiducia, ma poi questi vengono smentiti dalla condizione concreta delle persone”.

Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso tuona all’indirizzo del Governo Renzi in seguito alla diffusione degli ultimi dati Istat, che hanno evidenziato come nel mese di ottobre sia cresciuta la fiducia delle imprese e quella dei consumatori. 

I dati riferiscono che per ciò che concerne la fiducia delle imprese l'indice è salito a 107,5 da 106,1 di settembre, mentre quella dei consumatori è passata da 113 a 116,9 punti: sono in espansione tutte le componenti della fiducia a partire da quella economica, e migliorano i giudizi e le attese sulla situazione del Paese.

Niente di eclatante per la Camusso che attacca la manovra economica: “La legge di Stabilità non fa quel salto di qualità che sarebbe necessario – attacca -  con la manovra non si destinano le energie, le risorse e le scelte a rilanciare gli investimenti e a creare occupazione. Ripeto una cosa che sto dicendo da anni: la misura di un clima positivo è se comincia a scendere significativamente la disoccupazione, quella generale e quella giovanile”.

I dati Istat hanno fatto cantare vittoria al Governo Renzi convinto di aver intrapreso la strada giusta ma hanno anche fatto emergere visioni differenti nel mondo sindacale. 

Se la Camusso infatti boccia il Governo, il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan la pensa diversamente: “Occorre rendere stabili i dati positivi dell`Istat sulla fiducia di imprese e consumatori – ha spiegato - attraverso l’accordo tra imprese e sindacati sul nuovo modello contrattuale per alzare la produttività ed i salari. E` chiaro che la situazione economica del Paese è migliorata, come dimostrano altri indicatori economici come la crescita dei consumi, della produzione industriale ed il lieve calo della disoccupazione – aggiunge – ma questo non basta. Per stabilizzare la crescita del Paese e offrire nuove opportunità di lavoro soprattutto per i giovani e le donne, occorre un impegno straordinario del Governo sul piano degli investimenti pubblici e privati, lo sblocco delle necessarie infrastrutture, più incentivi allo sviluppo per la riduzione del divario tra nord e sud, e un sostegno maggiore al reddito dei lavoratori e dei pensionati. Ma anche le parti sociali devono fare ora la loro parte, con relazioni industriali partecipative ed un nuovo sistema contrattuale più dinamico che punti ad aumentare sia la produttività sia i salari, senza per questo mettere in discussione le tutele del contratto nazionale che deve rimanere la cornice generale di tutela dei diritti e di garanzia economica per i lavoratori”. 

Insomma una botta al cerchio, cioè al Governo che non si impegna abbastanza e uno alla botte, cioè alla Cgil, ritenuta troppo pregiudizialmente refrattaria ed ostile alle novità? 

Ma per la Camusso la situazione è ben diversa e i dati Istat direbbero poco o nulla: “Mi pare che per il momento la disoccupazione generale sia scesa dello 0,1% e quella giovanile continui ad essere stabile – attacca - poi penso che le persone abbiano anche giustamente delle reazioni a una lunga stagione di crisi. Ma se vogliamo parlare di altro – ha concluso – dobbiamo parlare di occupazione”. Insomma per la Cgil niente di eclatante, la classica montagna che partorisce il topolino. 

Sul fronte Inps invece il presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell`Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps), Pietro Iocca lancia un forte allarme.
L’Inps rischia di perdere 10 miliardi l’anno nei prossimi dieci anni. 

“Le proiezioni – ha avvertito – non sono rassicuranti. Dalle previsioni effettuate nei bilanci tecnici attuariali, al primo gennaio 2014, si evince che l’Istituto nei prossimi dieci anni realizzerà sistematicamente dei risultati di esercizio negativo nell’ordine di 10 miliardi l’anno. E’ una situazione che va monitorata”

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