Cecchi Paone: “Fiabe Gender? Giovanna d’Arco ultra-mascolina. E l’ultima sentenza ideologico-religiosa”

29 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Cecchi Paone: “Fiabe Gender? Giovanna d’Arco ultra-mascolina. E l’ultima sentenza ideologico-religiosa”
“Giovanna d’Arco era molto oltre la principessa che salva il principe. Casi come quelli di Massa Carrara non hanno alcun  peso e incidenza”. Non ci gira troppo intorno Alessandro Cecchi Paone, giornalista e responsabile del dipartimento diritti civili di Fi, che nella conversazione con Intelligonews allarga la valutazione alla sentenza del Consiglio di Stato che dice no alle trascrizioni delle nozze celebrate all’estero tra persone dello stesso sesso. 

Come commenta il caso di Massa Carrara dove i genitori hanno ritirato la figlia da scuola per una favola dove la principessa assumeva un ruolo maschile? Anche il vescovo ha preso posizione a favore dei genitori. 

«Voglio dire una cosa sia a questa famiglia che al vescovo di riferimento».

Prego.

«Mi meraviglio della non conoscenza del vescovo e della famiglia a proposito della storia della Chiesa cattolica che annovera tra i suoi santi Giovanna d’Arco che ha fatto molto di più della fiaba della principessa che libera il principe fatto prigioniero. Giovanna d’Arco è stata una condottiera militare, protagonista di battaglie campali. Francamente è ridicolo che non si ricordino personaggi ultra-mascolini e ultra-mascolinizzati, centrali nella storia della Chiesa che sono donne».

E’ un fatto però che i genitori comincino a ritirare i figli da scuola. Cosa risponde? Secondo lei il ministro dovrebbe intervenire e in che modo?

«No. Non conosco la normativa ma credo che ci sia pieno diritto ca parte dei genitori di ritirare i figli da scuola. Io sono molto più attento alla necessità di ritirare i figli da scuole omofobe. Del resto, i dati dicono che nelle scuole italiane la materia della religione cattolica è sempre più abbandonata dai ragazzi, con pochissimi studenti che ne fanno richiesta. Situazioni come quello di Massa Carrara le considero una sorta di casi mediatici volutamente ingigantiti ma che non hanno alcun peso e alcuna incidenza»

Qual è la sua valutazione sulla sentenza del Consiglio di Stato che dice no alle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero?

«E’ molto chiara. La sentenza avrebbe pienamente ragione dal punto di vista tecnico dal momento che – e questo è il fatto grave – in Italia non c’è una legge che consente nozze fatte all’estero. La cosa gravissima è il ritardo della politica. In merito alla sentenza, il punto è che i giudici non si sono attenuti all’aspetto tecnico perché le motivazioni sono intollerabili quando si scrive che ontologicamente il matrimonio prevede obbligatoriamente l’unione tra un uomo e una donna. Tutto ciò è censurabile dal momento che questa non può essere una valutazione di un tribunale, meno che mai di un Consiglio di Stato, al massimo della Corte Costituzionale. E sono convinto che questa cosa infici l’attendibilità della sentenza: è peggio di una sentenza politica, è una sentenza ideologico-religiosa»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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