Allarme terrorismo record in Gb, mentre Mosca lancia il pericolo armi chimiche all'Isis

29 ottobre 2015, Americo Mascarucci

Allarme terrorismo record in Gb, mentre Mosca lancia il pericolo armi chimiche all'Isis
L’allarme è di quelli da far rabbrividire. 

L'Isis starebbe preparando attentati terroristici di massa in Gran Bretagna. 

L'allerta arriverebbe dal capo del controspionaggio (Mi5), Andrew Parker, fonte dunque più che attendibile, che ha rivelato come solo negli ultimi dodici mesi i suoi agenti abbiano sventato "sei attentati in Gran Bretagna e sette all'estero" organizzati da jihadisti radicalizzati nel Paese. Il livello di pericolo, ha spiegato Parker, e' "il piu' alto che abbia mai visto in trentadue anni di carriera".

 "Ci sono  - ha detto - oltre 750 estremisti che da questo Paese sono andati in Siria e non c'e' alcun segno che questi numeri si vadano riducendo".

Un allarme che per altro è reso ancora più preoccupante dalla denuncia che fonti russe hanno diramato in relazione ad una grossa quantità di armi chimiche che sarebbero in possesso dei miliziani dello stato islamico. Secondo i servizi segreti russi, i jihadisti avrebbero fabbricato direttamente le armi dopo essere entrati in possesso delle tecnologie per realizzarle. 

Ne è convinto il capo del Dipartimento per la non proliferazione delle armi del ministero degli Esteri russo, Mikhail Ulianov, secondo cui "sono stati registrati molti esempi di uso di armi chimiche in Siria e in Iraq da parte di miliziani dell'Isis". 

Secondo Ulianov la sostanza maggiormente impiegata per la fabbricazione delle armi sarebbe l’iprite la cui produzione richiede l'uso di tecnologie piuttosto complesse. 

In Gran Bretagna il numero elevato di cittadini islamici rende l'allarme ancora più fondato visto che proprio dal Regno Unito sono partiti molti militanti dell'integralismo islamico poi arruolati dall'Isis. Persone che continuerebbero a mantenere solidi legami a Londra con complicità molto ramificate che mettono in serio rischio la sicurezza degli inglesi.

Colpa anche qui di un buonismo di maniera, un solidarismo ideologico fondato sull'accoglienza e l'integrazione ad ogni costo senza badare all'effettiva pericolosità di certi soggetti? Per troppi anni si è sentito ripetere che l'integrazione era necessaria proprio per tarpare le ali al fondamentalismo, quando in realtà oggi si è appurato che è stato vero l'esatto contrario. Il radicalismo ha finito con il contagiare anche tanti occidentali convertiti all'Islam che hanno scelto di abbracciare l'Isis

"Il problema - ha evidenziato ancora il direttore del controspionaggio britannico - sta nella rapidita' e nella facilità con cui cittadini britannici, specialmente giovani, si stanno radicalizzando attraverso indottrinamenti online con espliciti incoraggiamenti a compiere attentati". 

L'Mi5 tuttavia ha preso le sue contromisure attraverso la costituzione di un gruppo hacker per smantellare una rete terroristica online ed infiltrarsi nei loro sistemi di comunicazione. 


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