Rossi o Marquez? Per Gibernau la MotoGp è come un bambino senza genitori

29 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Rossi o Marquez? Per Gibernau la MotoGp è come un bambino senza genitori
Più che colpevoli sono indotti a sbagliare. Un po' come i bambini quando non hanno regole. Del resto, signori, fa parte della natura umana, nella vita come nello sport. Senza arbitro, dunque, è il far west. Anche se si corre su due ruote a velocità folli e sotto i riflettori di tutto il mondo.

Questo il succo dell'intervento di Sete Gibernau, campione spagnolo delle due ruote. L'ex pilota sentenzia: "Senza regole, non è possibile alcuna educazione". Il riferimento, ovvio, è a quanto accaduto durante il Gran Premio di Sepang, segnato dallo scontro Rossi-Marquez che ha avvelenato il finale del Mondiale MotoGp. Le critiche, dunque, sono sì per i piloti, ma anche per l'organizzazione del Motomondiale più importante del pianeta. 
"Vedo nuovamente, purtroppo, come il mondo dello sport sia diviso. Non solo lo sport. Ancora una volta, in un fine settimana pieno di emozioni, sentimenti e passioni, tutti mossi dalla forza dell'illusione, si è scatenata una battaglia di insulti, inclusa la violenza verbale, tra le due gruppi di una stessa comunità. Alla nascita, la purezza dell'innocenza fa di un bambino un diamante grezzo in grado di illudersi con la carezza della madre, il sorriso del padre o l'abbraccio del fratello. Quando diventiamo grandi, queste piccole cose, gesti, finiamo per chiamarli 'una cosa qualunque'", scrive Gibernau il quale, in modo esplicito, manifesta tutta la sua tristezza per lo spettacolo a cui devono assistere grandi e piccini. Compreso lui stesso che a questo sport ha dedicato la vita. 

Rossi o Marquez? Per Gibernau la MotoGp è come un bambino senza genitori
"Oggi, ancora una volta, ripeto, sono triste. Si sta punendo, in modo ingiusto e crudele, due persone, due grandi sportivi, che sono stati privati di quelle esperienze a cui noi tutti avremmo diritto", commenta il pilota. "Da molti anni, la figura della madre e del padre, coloro che amano di più i loro figli, non rispettano in modo efficace i loro obblighi all'interno della famiglia del motociclismo. Da troppi anni, i responsabili che devono garantire la sicurezza e gli interessi di coloro che più amano - sottolinea - hanno dato le chiavi dell'istruzione e della formazione a chi dovrebbe essere esclusivamente maestro del proprio talento e allievo di quello che non conosce". 

"Quello che sta accadendo oggi non è altro che la conseguenza di ciò che non è stato insegnato", conclude il campione spagnolo. 
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