Omicidio Grasso, non era legittima difesa. 600mila euro di risarcimento e 17 anni di carcere

29 ottobre 2015, Marta Moriconi
Omicidio Grasso, non era legittima difesa. 600mila euro di risarcimento e 17 anni di carcere
Il tema della legittima difesa è ancora al centro delle cronache. Non bastava ad insinuare dubbi e domande il caso del benzinaio Stacchio, che secondo i suoi avvocati (e probabilmente anche secondo i rilievi dei Ris la cui relazione è stata secretata dal pubblico ministero) sparò il colpo mortale che raggiunse il rapinatore seguendo una traiettoria parallela al manto stradale e colpendo Cassol poco più in alto del ginocchio, quindi non in una zona da considerarsi “letale”. 

Altri interrogativi s'erano sollevati con il caso di Vaprio D'adda. Il pensionato ha sparato al ladro in casa sua rispettando l'articolo 52 del codice penale, che stabilisce: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa»?

Il punto è che pur ammettendo in alcuni casi la legalità dell’uso di un’arma, la modifica del 2006 della disciplina non ha esteso la legittimità oltre i criteri iniziali della proporzionalità.

Prova ne è la condanna dell'agricoltore 71enne Giuseppe Caruso che sparò a un ladro nel suo podere di Puntalazzo, a Mascali, nel Catanese uccidendolo. Lo aspettano, questa la sentenza, 17 anni di carcere per omicidio volontario. La vittima, che si chiamava Roberto Grasso e aveva 27 anni, morì all’ospedale Cannizzaro. 

Questo in pratica significa che non solo non era legittima difesa, e che quindi scatta la pena detentiva, ma pesa sull'agricoltore anche il risarcimento del danno: 600mila euro oltre la confisca dell’arma, una pistola calibro 7,65 utilizzata la sera del delitto. Il presidente Rosario Curteri ha letto il dispositivo della sentenza, decisa in Corte d’Assise a Catania, che ha decido anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.




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