Annessione Ossezia del Sud alla Russia, ma Putin decide: non ora

29 ottobre 2015, Luca Lippi
Annessione Ossezia del Sud alla Russia, ma Putin decide: non ora
Il Presidente dell’Ossezia del Sud, Leonid Tibilov, sta per indire un referendum sull’annessione della repubblica alla Russia. Questa dichiarazione, secondo quanto ha comunicato l’ufficio stampa del presidente, sarebbe stata rilasciata il 19 ottobre 2015 nel corso di un incontro a Tskhinval, con l’assistente del Presidente della Federazione Russa, Vladislav Surkov. Leonid Tibilov ha dichiarato:  “L’attuale situazione politica ci costringe ad attuare una scelta storica”, facendo riferimento a un sogno anelato da secoli dal popolo dell’Ossezia del sud di annessione alla Russia.

In realtà la Russia è piuttosto tiepida sulla questione, l’antefatto è che già Il 18 marzo 2015 il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato al Cremlino Leonid Tibilov presidente della regione separatista georgiana dell'Ossezia del Sud, per siglare un trattato bilaterale di integrazione politica e militare. La regione separatista dell'Abkhazia aveva stipulato un analogo trattato il 24 novembre 2014 a Sochi. Il presidente osseto Tibilov, eletto nel 2012 dopo una lunga crisi politica, è un ex funzionario del KGB, fa dunque parte dei siloviki, i politici ex membri dei servizi di sicurezza, proprio come Putin e il presidente abkhazo Khajimba.

L’incontro e la firma di un’alleanza (non un annessione) tra la Russia e la regione separatista georgiana dell'Ossezia del Sud consolida il controllo russo nella regione, ma questa strategia seppure light del presidente Russo e di Tibilov non è stata gradita né dalla Georgia né dall’Ue. Per questo motivo , come sembra evidente,  Mosca non è disposta a prendere sul serio le dichiarazioni recenti di Tibilov e non intende dar corso legale al referendum. “Mosca è soddisfatta della rapidità con cui sta evolvendo il processo d’integrazione e non vede la necessità di stimolare ulteriormente tale processo”, ha spiegato a Rbth una fonte vicina al Cremlino, il politologo Aleksey Chesnakov, ex vice direttore del Dipartimento di Politica interna. Le dichiarazioni di Tibilov, a detta di Chesnakov, non farebbero che confermare l’immutabilità delle priorità strategiche dell’Ossezia del Sud, “ma ciò non presuppone comunque un immediato avvio della procedura del referendum”. 

In buona sostanza, Putin è soddisfatto di quanto già ottenuto ma non intende andare oltre per evitare scontri diplomatici superflui sia con la Georgia sia con l’Ue. Che il popolo dell’Ossezia del sud ha atteso secoli per appartenere alla grande casa Russia non significa che non possa attendere ancora senza mettere troppo in imbarazzo Putin. L’Ossezia del Sud è una repubblica solo parzialmente riconosciuta (a riconoscere la sua indipendenza dalla Georgia sono attualmente Russia, Nicaragua, Nauru e Tuvalu). La Russia aveva riconosciuto la sua indipendenza nel 2008, al termine del conflitto durato cinque anni con la Georgia. Leonid Tibilov ha ricordato che già nel 1992 gli abitanti dell’Ossezia del Sud avevano votato a favore di un ingresso della repubblica nella compagine della Federazione Russa (all’epoca per il “sì” si era espresso il 99,89% degli elettori), mentre nel 2006 la repubblica aveva indetto un altro referendum per il riconoscimento dello status di Stato indipendente.

Seguiamo la vicenda, tuttavia riteniamo di poter concludere che Putin abbia in buona conduzione la questione e non dubitiamo affatto neanche della complicità di Leonid Tibilov, evidentemente era necessaria una manifestazione di consenso; ne abbiamo preso atto.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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