Videoclip col fidanzato, la senatrice Pezzopane: "Perché ho detto sì. Trash? Cosa rispondo ai criticoni"

29 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Videoclip col fidanzato, la senatrice Pezzopane: 'Perché ho detto sì. Trash? Cosa rispondo ai criticoni'
“Ai criticoni suggerisco di concentrarsi su quello che faccio in Senato, non nella mia vita privata”. “Mi ha conquistato l’idea di sostenere un progetto di giovani del Sud perché il Sud non è solo Gomorra”. Due flash che Stefania Pezzopane, senatrice dem, usa per spiegare a Intelligonews come e perchè è diventata - suo malgrado - “star” in una videoclip insieme al fidanzato Simone Coccia Colaiuta. 

Come è nata l’idea della videoclip e perché ha deciso di accettare?

«Simone è stato contattato dal produttore, Nando Misuraca, che è anche l’autore della canzone e da altri collaboratori, che gli hanno spiegato di aver scritto un testo che era ispirato anche, ma non solo, alla nostra storia. Stavano lavorando al progetto del video e Misuraca ha chiesto a Simone che poi mi ha riferito, se eravamo disponibili a collaborare. Quando Simone me lo ha detto, mi è venuto un po’ da scherzarci su, ma poi mi sono detta; andiamoci dentro e vediamo di che si tratta. Mi sono fatta inviare il testo della canzone e il progetto del video, poi ho voluto conoscere sia il cantante che il produttore. Ci siamo incontrati a Roma e ho capito che sono dei bravissimi giovani del Sud con un progetto innovativo. Il cantante, Christian Palladino è un marinaio che si diletta di musica leggera, il produttore è un coraggiosissimo operatore culturale, giornalista che si occupa del Sud».

Alla fine cosa l’ha convinta a partecipare?

«Mi è piaciuta l’idea che un gruppo di giovani del Sud si mettevano insieme per un progetto interessante. La canzone mi piaceva, perché è una canzone d’amore e contro i pregiudizi in amore. Anche le scene del video sono molto delicate, gentili, non ci veniva chiesto niente di particolare. Mi piaceva molto l’immagine finale del video con le mani che si stringono. Quindi siamo andati a Casalduni e abbiamo incontrato il sindaco e i ragazzi del posto: il pubblico nella scena finale è fatto dai giovani del paese e così è andata. Ho affrontato questa esperienza con molta semplicità, come quando mi contattano per fare da testimonial ad altre iniziative. Mi ha convinto l’idea di sostenere un progetto di giovani del Sud perché il Sud non è solo Gomorra, disoccupazione, dramma ma è anche giovani che si impegnano, che si danno da fare»

Ha avuto problemi a uscire dai panni senatoriali?

«Mi è capitato spesso di mettere a disposizione la mia immagine per altri progetti: ho cercato di essere me stessa, una donna innamorata con Simone, un uomo innamorato, esattamente come è nella realtà. Dopo un anno e mezzo speriamo che qualcuno se ne faccia una ragione… Sono stati questi giovani a conquistarci e abbiamo fatto tutto a titolo gratuito perché volevamo essere collaboratori di un progetto»

Lei sa bene che ogni sua iniziativa desta un certo clamore. Cosa risponde a chi la accusa di essere fuori luogo e di fare cose trash? 

«Molto semplicemente, rispondo che potrebbero occuparsi della mia attività di senatore che è tutt’altro che trash. Sono riuscita a portare soldi per il terremoto a L’Aquila, mi occupo del Jobs Act e di altre mille cose importanti, ma di queste a nessuno interessa parlare. Ai criticoni suggerisco di concentrarsi su quello che faccio in Senato non nella mia vita privata»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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