Mosul, c'è l'offensiva: chi vince l'Isis, curdi, sciiti e esercito iracheno?

29 ottobre 2016 ore 15:31, Adriano Scianca
Mosul è circondata.  Alti ufficiali di stanza a Bazwaia, a tre chilometri dalla roccaforte dell'Isis in Iraq, garantiscono che l'ingresso in città dell'esercito iracheno "è imminente". La coalizione, che ha effettuato massicci bombardamenti aerei per colpire le postazioni dell'artiglieria jihadista, si prepara a supportare l'attacco della fanteria. Intanto anche le milizie sciite hanno annunciato che lanceranno a breve la loro offensiva contro obiettivi dei jihadisti a ovest della città dell'Iraq settentrionale. "Ci separano solo poche ore o pochi giorni dal lancio dell'operazione in quell'area", ha detto alla tv di stato Ahmed al-Asadi, portavoce delle Forze di mobilitazione popolare, conosciute anche come Hashid Shaabi. In particolare, i miliziani sciiti muoveranno verso Tal Afar, la principale roccaforte dell'Isis a ovest di Mosul. 

Mosul, c'è l'offensiva: chi vince l'Isis, curdi, sciiti e esercito iracheno?

A Est della città, invece, si muovono le truppe curde peshmerga avanzano nella zona di Bashiqa, dopo la conquista del villaggio di al Fadiliya e l'occupazione di Khur Sibad, al Nuran, Bariman e Omar Qabashi. A Sud di Mosul, infine, attualmente tutta zona di competenza dell'esercito iracheno, si prosegue verso la cittadina di Hammam al Alil, dove l'esercito anti-Isis procede con cautela a causa di mine, autobombe e cecchini. "Certamente, alla fine, riusciremo a liberare Mosul, ma il difficile verrà dopo", ha commentato il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni

Il riferimento, forse, è proprio alle varie anime del fronte anti-Isis: liberata dagli sgherri del Califfo, Mosul cadrà in mano all'esercito, alle milizie sciite o ai peshmerga curdi? È ovvio che nella città si gioca anche una partita per l'egemonia etno-politica. L'Onu nel frattempo denuncia che 8 mila famiglie (oltre 47 mila persone) sono state sequestrate dai miliziani dell'Isis proprio alla periferia di Mosul per essere usate come 'scudi umani' per la riconquista della città. Coloro che si rifiutano di obbedire agli ordini "vengono uccisi al momento", ha aggiunto il portavoce.  
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