La storia di Bebe Vio: "La meningite? I medici dissero di non vaccinarmi..."

29 ottobre 2016 ore 14:46, Adriano Scianca
Bebe Vio sponsor dei vaccini. La campionessa parolimpica reduce da un oro ottenuto a Rio nel fioretto ha rilasciato un'intervista al Tirreno come testimonial per le campagne di vaccinazione. “Fossi stata vaccinata, non avrei preso la meningite”, ha detto. Nata a Venezia, seconda di tre fratelli, Beatrice ha praticato scherma fin dall'età di cinque anni e mezzo. A fine 2008, all'età di 11 anni, fu colpita da una meningite fulminante che le causò un'estesa infezione, con annessa necrosi, ad avambracci e gambe di cui si rese necessaria l'amputazione. Dimessa dopo tre mesi e mezzo di degenza ospedaliera, riprese immediatamente la scuola. 

La storia di Bebe Vio: 'La meningite? I medici dissero di non vaccinarmi...'

Successivamente si sottopose a riabilitazione motoria e fisioterapia presso il centro protesi di Budrio (BO) e circa un anno dopo l'insorgenza della malattia riprese l'attività sportiva, anche agonistica, come schermitrice grazie a una particolare protesi progettata per sostenere il fioretto. Ebbene, prima di ammalarsi di meningite, non era stata vaccinata: “I medici l'anno precedente alla mia malattia avevano consigliato ai miei genitori di aspettare - racconta - dicevano che ero troppo piccola. Penso che se fossi stata vaccinata non l'avrei contratta”. 

La schermitrice racconta: “Ho sempre avuto accanto la mia famiglia - dice - questa è stata la mia forza e senza di loro nulla sarebbe stato possibile”. Per consentirle di sopravvivere Bebe ha subito l'amputazione degli arti: “Le ho accettate perché sapevo che mi avrebbero permesso di sopravvivere. Nessuno più di me può dire: 'Finché c'è vita c'è speranza'. Il mio desiderio più grande era quello di tornare a fare scherma e ci sono riuscita. C'è chi aveva detto che non avrei mai potuto farlo. Come vedete, si sbagliavano”. Del resto, nonostante il trauma subito, oggi dichiara di non passarsela affatto male: “Sono una ragazza autonoma. Penso che questa Bebe non sia così male, io mi piaccio così e non mi riconoscerei più senza le cicatrici sul viso e senza le protesi”.
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