Renzi e l'80: questa volta non sono euro...

29 settembre 2014 ore 10:00, Andrea De Angelis
"80 voglia di crescere", si scriveva sui diari ai tempi della scuola, quando numeri e lettere servivano a creare frasi perfette per ogni occasione (pensiamo al "6 bellissima" o all'inglese "4ever"). Un numero l'ottanta che, grazie al bonus della scorsa primavera, è sempre più collegato nell'immaginario collettivo al premier Renzi. Questa volta però per il Segretario del Partito Democratico le due cifre sono il segnale di qualcosa che si sta rompendo, di una luna di miele con gli italiani meno dolce rispetto al recente passato, soprattutto in regioni dove "l'amore" non è mai stato in discussione.  
Renzi e l'80: questa volta non sono euro...
  Ci riferiamo alle primarie tenutesi in Emilia Romagna, dove il candidato Stefano Bonaccini ha ottenuto il 61% ("6 il numero 1", verrebbe da dire continuando nel nostro gioco) dei voti e sarà il candidato del partito per le prossime elezioni regionali. Si è fermato al 39% Roberto Balzani.   Il dato che preoccupa però è quello relativo ai partecipanti.  Alla chiusura dei seggi hanno votato 58.119 persone, poco più di un terzo dei 155.000 che avevano partecipato alle primarie per i parlamentari del 30 dicembre 2012. Questo, in una regione dove i soli iscritti al Partito Democratico (ma le primarie erano aperte a tutti gli elettori del centrosinistra) sono oltre settantamila. Considerando che l'affluenza registrata alle primarie nazionali, sia quelle dell'8 dicembre scorso che quelle tra Matteo Renzi e Pierluigi Bersani del 2012, è stata superiore alle 350.000 persone, i numeri sono impietosi: -80% di partecipanti. 
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