L'eruzione del vulcano Ontake in Giappone. Quali e quanti sono attivi ancora in Italia e nel mondo

29 settembre 2014, Micaela Del Monte
Ieri, nella tarda serata, l'eruzione del vulcano Ontake in Giappone ha risvegliato il terrore legato a questo tipo di fenomeni naturali. Per ora in Giappone si contano 30 morti e 80 dispersi, ma secondo le autorità nipponiche il numero è destinato a salire drasticamente. 

La zona intorno al vulcano è decisamente spettrale, tutto è ricoperto di polvere bianca, la cenere ha ormai superato il mezzo metro di altezza causando disagi anche per quanto riguarda il trasporto e i soccorsi. Dal Giappone fanno sapere che rischio di ulteriori attività c'è, nonostante l’eruzione iniziale sia stata considerata di "modesta entità". Gli esperti hanno in oltre concluso che quella di sabato è stata "un’esplosione idrovulcanica" dovuta all’alta pressione del vapore acqueo generato dal riscaldamento della falda per il calore del magma. Il problema maggiore è che questi fenomeni sono assolutamente improvvisi e difficili da prevedere, il che li rende assolutamente letali. Ma il vulcano Ontake non è l'unico vulcano attivo in Giappone, né tantomeno nel resto del mondo. Dopo l'eruzione dei due vulcani in Islanda infatti l'attenzione si è definitivamente spostata sulle attività vulcaniche in tutto il mondo e visto che gli eventi si sono verificati in tempi così ravvicinati la preoccupazione aumenta. 

Ma dove si sviluppano questi tremendi fenomeni? Dove si trovano i vulcani "peggiori"?  Vediamo allora, attraverso la mappa interattiva, dove si posizionano i principali vulcani attivi nel mondo. 

 

I vulcani non sono distribuiti in modo casuale sulla superficie terrestre, ma sono indicatori di zone di debolezza corrispondenti ad aree instabili della crosta terrestre. 

Essi si trovano in corrispondenza dei limiti di placca, sia dove si crea nuova crosta in risalita dall'astenosfera (dorsali oceaniche) sia dove la crosta viene distrutta sprofondando di nuovo nell'astenosfera (zone di subduzione). Facendo una stima circa il 99% dei vulcani sono concentrati in queste aree, soggette anche da frequenti e forti terremoti. L'area meno tranquilla di tutta la terra è sicuramente la Cintura di fuoco circumpacifica, dove sono concentrati piu del 60% dei vulcani attivi e dove si sono registrati piu del 70% dei terremoti. Si tratta della fascia che borda tanto le coste orientali che quelle occidentali dell'oceano Pacifico dove la concentrazione cosi elevata di vulcani giustifica il nome di 'cintura di fuoco'.

Sulla Terra i maggiori vulcani attivi sono, andando da ovest a est: l'Akutan (isole Aleutine), lo Shishaldin (Aleutine), il Kilavea (Hawaii), il Popocotepetl (Messico), il Cerro Negro (Nicaragua), il Soufriere Hills (isola caraibica di Monserrat), il Fogo Caldera (Capoverde), l'Etna (Sicilia), il Merapi (Giava), il Komagatake (Giappone), il Karymsky e il Keyuchevskoi (penisola russa della Kamchatka), vi sono poi le eruzioni sottomarine in prossimità delle isole Marianne, il Rabaul Caldera, a Papua Nuova Guinea, il Ruapehu, in Nuova Zelanda, poi ancora eruzioni sottomarine nell'area dell'isola di Vanuatu e il Metis Shosl a Tonga. Recente è stata invece l'eruzione del Bardarbunga e del Eyafjallajokull in Islanda che hanno causato problemi alle rotte aeree a causa delle dense nubi di polvere e detriti.

Sul territorio italiano esistono almeno dieci vulcani o sistemi vulcanici attivi, considerati tali perché hanno dato manifestazioni negli ultimi 10.000 anni: i Colli Albani, i Campi Flegrei, il Vesuvio, Ischia, Stromboli, Lipari, Vulcano, l'Etna, Pantelleria, l'Isola Ferdinandea.

Solo Stromboli ed Etna sono, però, in attività persistente, ovvero danno eruzioni continue o separate da brevi periodi di riposo, dell'ordine di mesi o di pochissimi anni. Ma tutti questi vulcani possono produrre eruzioni in tempi brevi o medi.

 
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