Jobs Act, forzisti-malpancisti studiano azioni choc…

29 settembre 2014 ore 16:02, intelligo
Jobs Act, forzisti-malpancisti studiano azioni choc…
La legislatura vive forse il suo momento più delicato, alla vigilia del delicato dibattito sul Jobs Act. E se Matteo Renzi è chiamato a mostrare i muscoli e a dimostrare credibilità nella gestione del dissenso interno, Forza Italia deve fare i conti con malumori e mal di pancia sempre più difficili da arginare.
Sabato scorso Silvio Berlusconi intervenendo a Perugia, al convegno organizzato da Antonio Tajani, ha provato a lanciare un segnale e a richiamare tutti all’unità. I campanelli d’allarme che risuonano dalle parti dei deputati e senatori che giudicano troppo morbido il trattamento riservato a Renzi non sono, però, confortanti. “Berlusconi dice che siamo opposizione a Renzi e siamo alternativi al Pd” attacca Raffaele Fitto, che aggiunge: “Allora facciamola davvero l’opposizione, rendiamola visibile e percepibile sia in Parlamento che nel Paese. L’opposizione va praticata e non solo predicata”. Il gruppo di parlamentari di Forza Italia che fa scattare un salto di qualità nell’opposizione al governo del Rottamatore sa che la partita è delicata e vuole far pesare i propri voti (al Senato sarebbero 17, alla Camera 18). Molto dipenderà dalle modifiche che il premier apporterà al testo e concederà alla sinistra Pd. La convinzione che alberga dalle parti dei “ribelli” è che, mediazione dopo mediazione, il Pd raggiunga un accordo al ribasso al suo interno. Fatto sta che tra i parlamentari “malpancisti” inizia a farsi strada l’idea di mettere in campo alcune azioni “dimostrative”. “Il numero legale in aula, a causa delle assenze del Pd, ormai lo garantiamo sempre noi. Da adesso in poi occhio a darlo per scontato” spiega un senatore azzurro. E la senatrice Cinzia Bonfrisco mette in chiaro la sua visione della situazione. “Raffaele Fitto non sbaglia affatto. Come ci ha già esortati a fare il nostro presidente Silvio Berlusconi, Fitto è convinto della necessità di non tradire il nostro elettorato. Se il nostro popolo della libertà e di Forza Italia sapesse che spesso, nella quotidiana attività parlamentare in Senato, siamo noi a garantire il numero legale a un governo che ha sempre meno numeri, ce ne chiederebbe certamente conto. Il capogruppo Romani può contare su tutto il nostro sostegno, a condizione che la nostra azione d’Aula sia sempre improntata alla massima chiarezza: o all’opposizione o in maggioranza, purché nel rispetto della trasparenza. Lo dobbiamo ai nostri elettori e ai nostri naturali alleati del centrodestra, come la Lega Nord o Fratelli d’Italia”. Un richiamo alla chiarezza che ha un “sottotesto” evidente: indietro non si torna, il cartello della resistenza interna si prepara ad agire.
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