Sansonetti: "Lavoro è tallone d'Achille di Renzi, vi spiego perché il Pd non esiste più"

29 settembre 2014 ore 16:38, Andrea De Angelis
A poche ore dalla Direzione del Pd che avrà all'ordine del giorno la riforma del lavoro, IntelligoNews ha parlato con Piero Sansonetti, direttore de Il Garantista, della situazione del partito guidato da Matteo Renzi partendo dal flop delle primarie in Emilia Romagna...  
Sansonetti: 'Lavoro è tallone d'Achille di Renzi, vi spiego perché il Pd non esiste più'
    Le primarie del centrosinistra in Emilia Romagna registrano un calo di partecipanti impressionante, specie per una regione dove gli iscritti al Partito Democratico sono numerosi. Che significato attribuisce a questo dato? «Credo che il Partito Democratico ormai non esista più, si tratta di un'organizzazione che si raccoglie intorno a Renzi formata dal suo stato maggiore e dagli elettori, che poi bisogna verificare quanti sono, di certo non il 40%.  Renzi ha scelto di cancellare il partito eliminando tutto ciò che era rimasto dei Ds, corpo grosso del Pd. La rottamazione è questa, non certo quella dei sessantenni! Creare un meccanismo nuovo per fare politica in modo molto più agile senza il peso di un partito».  Crede nel progetto del partito unico? «I partiti sono stati aboliti ed è molto più semplici fare e disfare alleanze. Il progetto del partito unico è tutto qui, nella cancellazione della struttura dei partiti. I tre grandi raggruppamenti, Pd, Grillo e Berlusconi, lo sono attorno ai rispettivi leader, non certo al partito. In questo senso partito unico non vuol dire nulla». Finiscono i partiti, ma si moltiplicano i gufi. Che effetto le ha fatto leggere e sentire la scorsa settimana, in ordine cronologico, De Bortoli, Cei e Della Valle? «Ci sono delle forze che iniziano a non fidarsi di Renzi, ma questo non dipende tanto dal suo modo di fare politica quanto dal fatto che non ha combinato nulla. Penso in particolare a Della Valle che sta scendendo in campo in questi giorni. La situazione è questa: da una parte c'è la partita politica che emerge con il risultato delle primarie emiliane, dall'altra quella economica che, vedi De Bortoli, riguarda anche la massoneria...».  Pochi si aspettavano di leggere quella parola sulla prima pagina del Corriere... «Qualcosa De Bortoli saprà, non credo che scriva a caso una cosa del genere una persona come lui, di certo non un ragazzino...». Nella Direzione del Pd oggi si parlerà di lavoro. Crede nell'ipotesi scissione? «Una scissione non mi sembra probabile, semmai la questione è se la vecchia guardia tornerà in circolazione. Questa è la grande occasione perché Renzi di lavoro non capisce niente, ogni giorno propone una cosa diversa, non si capisce nemmeno se vuole fare un piacere agli imprenditori, ai lavoratori, all'Europa! Mi pare che nessuno di loro sia soddisfatto e quello del lavoro è il suo punto debole maggiore, mentre la vecchia guardia è più forte ed ha dalla sua la Cgil.  Se perde questa battaglia non riuscendo a frenare Renzi concederà al Segretario una vittoria davvero importante, viceversa il premier avrà dei grossi problemi laddove non riuscisse a spuntarla...».  
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