Mai dieta con poco iodio, spunta il gozzo. Effetti e cibi consigliati

29 settembre 2016 ore 11:22, Lucia Bigozzi
Questione di iodio. Manca, o quantomeno è insufficiente nella dieta alimentare e anche in Italia sta diventando un problema sociale. A livello sanitario l’effetto immediato della carenza di iodio è il funzionamento non corretto della tiroide, a cominciare dall’incremento del volume. E il gozzo è la patologia più diffusa che colpisce quasi 6 milioni di persone, con una media di 50 persone su cento che finiscono in ospedale. Dunque, si tratta di una carenza nutrizionale. Come compensare il deficit? Intanto è necessario inserire nel regime alimentare giornaliero cibi che naturalmente contengono iodio: è il caso dei crostacei e ovviamente i pesci (preferibili quelli di mare). Ma quali pesci? In particolare gli esperti consigliano il merluzzo, lo sgombro ma anche il baccalà; alimenti che garantiscono un apporto di sodio pari a 150 microgrammi. Non solo pesci: nell’elenco dei cibi “buoni” per compensare il deficit di iodio, ci sono le uova che ne sono ricchi ma anche lo yogurt e nella categoria dei formaggi quelli a più alta concentrazione sono la fontina e il taleggio. La verdura ha un basso contenuto di iodio mentre la carne ne registra 50 microgrammi ogni chilo. C’è un’altra raccomandazione degli esperti nutrizionisti: ricorrere all’uso del sale iodato pure se senza esagerare. 

Mai dieta con poco iodio, spunta il gozzo. Effetti e cibi consigliati
Quali sono le proprietà dello iodio? E’ considerato l’elemento base degli ormoni tiroidei che hanno un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo del corpo umano
e in particolare nella regolazione del metabolismo. Ed è per questo che una carenza molto consistente può determinare patologie come quella del gozzo. E la raccomandazione degli esperti diventa una sorta di “imperativo” quando si tratta di donne in gravidanza e ovviamente di bambini che devono crescere e formarsi. Tanto è vero che uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano evidenzia lo scarso ricorso nella dieta alimentare a cibi ricchi di iodio. Secondo il campione preso in esame dalla rilevazione (1200 persone intervistate) condotta lo scorso anno a livello nazionale, è stato stimato che circa il 29% della popolazione sia ancora esposta alla carenza di iodio. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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