Ragusa, confermata l'espulsione: Lubhaya resta fuori dall'Italia

29 settembre 2016 ore 9:35, Andrea Barcariol
Confermato il provvedimento di espulsione per Ram Lubhaya, il cittadino indiano di 43 anni, accusato del tentato rapimento di una bambina di 5 anni nel lungomare di Scoglitti, in provincia di Ragusa. Il provvedimento è stato emesso dal giudice di pace di Ragusa Giancarlo Crispino, a cui si era rivolto l´avvocato difensore Biagio Giudice. Visto che non era stata concessa la sospensiva, comunque, il 6 settembre scorso l’indiano era stato già espulso dal territorio italiano. L’avvocato Giudice, nel ricorso, si era avvalso della collaborazione dell’avvocato Rosaria Brugaletta, specialista in diritto dell’immigrazione. Dalla documentazione è emerso che l’indiano era stato già espulso nel 2006 dopo che il suo permesso per lavoro dipendente era scaduto. L’indiano era entrato in Italia regolarmente un anno prima e si guadagnava da vivere facendo tatuaggi in spiaggia.

Ragusa, confermata l'espulsione: Lubhaya resta fuori dall'Italia
Il clamore sollevato dal caso giudiziario aveva portato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a inviare gli ispettori alla procura di Ragusa. Il 21 agosto, infatti, l’uomo venne scarcerato con una decisione del sostituto procuratore Giulia Bisello contestata sui social e dal mondo politico. La Procura di Ragusa spiegò di avere agito rispettando quanto previsto dal codice penale, in quanto per i reati ipotizzati di tentativo di sequestro e sottrazione di minore non è possibile confermare il fermo.



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