Renzi ossessionato dal referendum e da D'Alema e il Cav.: "Strumentalizzano"

29 settembre 2016 ore 11:16, Lucia Bigozzi
La “gufata” di Carlo De Benedetti sul referendum costituzionale inviata a Matteo Renzi via intervista al Corriere della Sera (“se vincesse il No, Renzi dovrebbe dimettersi il giorno dopo”) provoca la reazione immediata del premier che, magari toccando ferro, dai microfoni “Non stop News” di Rtl 102.5 risponde indirettamente al suo ex sostenitore con un ammonimento: “Non si utilizzi il referendum in nome del desiderio di buttar giù il governo. Si manda a casa per sempre la riforma. Quella è un’occasione perduta». Un monito che vale anche per i suoi detrattori politici, dentro e fuori il Pd, in primis Massimo D’Alema che guida il fronte del No tra dem ribelli e per Silvio Berlusconi che stavolta sta con D’Alema e con il No. E sul leader di Fi, il premier commenta: “Punta a fare una operazione legittima, cioè tornare in campo con D’Alema e con gli altri della stagione delle bicamerali e utilizzano il referendum per questo”. Eppure, c’è chi sostiene che Renzi sia convinto che la spinta decisiva alla vittoria del Sì (i sondaggi per il momento danno in vantaggio i No) possa arrivare o quantomeno, sia da ricercare, nel vasto bacino dell’elettorato di centrodestra: è lì, infatti, secondo alcuni osservatori politici che conoscono bene il presidente del Consiglio, che il tasto delle riforme e dell’innovazione, dello snellimento di una macchina istituzionale ormai obsoleta, possa essere battuto proprio tra gli elettori moderati che guardano alla sostanza e alla praticità delle cose da fare per il Paese, piuttosto che all’ideologia. 

Renzi ossessionato dal referendum e da D'Alema e il Cav.: 'Strumentalizzano'
Al monito di Renzi replica a stretto giro Massimo D’Alema, tornato decisamente nell’agone politico, al timone delle ragioni che il fronte del No sta portando avanti con una campagna referendaria molto capillare alla quale proprio il premier contrappone il ‘lancio’ di quella del Sì, giusto oggi dalla “sua” Firenze
. Al segretario del Pd, l’ex premier manda a dire che il suo ragionamento è “una sciocchezza. Anche da questo è evidente che Renzi ritiene gli italiani degli sprovveduti. Ho un mio lavoro e considero l’impegno di questi giorni come un servizio al sistema democratico, non certo per la mia carriera. Rivendico il diritto a oppormi alla riforma che nel merito giudico cattiva e dannosa. Continuerò a spiegare il perché punto per punto”. La battaglia è solo all’inizio. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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