Anche il Ragioniere Generale molla la Raggi? A questo punto bastava Tronca

29 settembre 2016 ore 13:29, Luca Lippi
Virginia Raggi dopo i problemi affrontati per trovare, ancora senza successo, un assessore al Bilancio, adesso si è vista rimettere tra le mani anche un altro mandato.
Parlare di “periodo complicato” in Campidoglio ormai è solo un eufemismo, fortunatamente i cittadini non sono a conoscenza delle dinamiche amministrative e quindi vivono il trascorrere del tempo come “il solito moderato disordine”, nella realtà non è così, il sindaco rischia grosso, soprattutto rischia di essere commissariata, e non sarebbe una scelta punitiva ma ordinaria amministrazione.
È come dire a uno scolaro di fare i compiti, la risposta è affermativa, ma i compiti non li fa e soprattutto non va neanche scuola!
Il Ragioniere generale Stefano Fermante avrebbe rinunciato al suo incarico e fra le motivazioni avrebbe fatto capire che la città sarebbe sull’orlo del default. Si parla di una relazione corposa e dettagliata di venti pagine quella di Stefano Fermante. Secondo Repubblica il tecnico avrebbe anche descritto le sue lamentele. Le fonti di Palazzo Senatorio in merito però fanno sapere: "Le dimissioni del ragioniere generale del Comune di Roma non risultano al Campidoglio"  

Anche il Ragioniere Generale molla la Raggi? A questo punto bastava Tronca

Tornando all'oggi  Raggi si è trovata costretta ad accentrare su di sé, almeno per ora, la responsabilità di Bilancio e Patrimonio e delle Partecipate: “La delega al Bilancio al momento è mia, abbiamo un presidente di commissione, stiamo lavorando”. 
Le decisioni riguardanti i nuovi assessori di Roma potrebbero quindi richiedere ulteriore tempo. 
Dallo staff del sindaco emerge: “Stiamo riconsiderando alcuni curricula che inizialmente avevamo scartato per un eccesso di rigidità”.
A confermare gli attuali problemi nelle finanze di Roma erano spuntate anche le parole della deputata grillina Roberta Lombardi: “Roma, per come l’abbiamo ricevuta noi, era al predissesto, lo testimonia un documento di fine maggio trasmesso al commissario Tronca. Minenna riuscì a fare una manovra che riportava i conti in ordine. Adesso c’è bisogno di un’azione virtuosa, anche perché ereditiamo un debito storico di svariati miliardi. È una sfida molto seria. Ma, come ha detto Beppe, vigileremo sull’operato della sindaca affinché applichi il programma per il quale il M5S è stato eletto nella Capitale”.
Fin qui tutto bene, nel senso che le parole e le dichiarazioni si rincorrono, ma allo stato dell’arte tutto è fermo, cristallizzato, una situazione surreale.
Domani è il 30 settembre, giorno in cui la giunta Raggi aveva promesso l’approvazione del primo vero atto di programmazione politica dell’amministrazione a 5 Stelle: l’assestamento di bilancio.
Dentro questo atto di programmazione dovevano essere previste risorse urgenti per un totale di circa cento milioni di cui una settantina provenienti dalle “spese fantasma” trovate da Minenna nelle pieghe dei libri contabili di Palazzo Senatorio. 
Quaranta, in particolare, sarebbero destinati alla manutenzione straordinaria degli autobus dell’Atac, che restano troppo spesso nei depositi con guasti di varia natura, altri trenta per la manutenzione delle strade e delle caditoie, il resto ai Municipi per i servizi sociali, che rischiano di bloccarsi. Quest’ultimo problema è trasversale, in tutti i quadranti della città: dalla Cassia, dove all’appello mancherebbe più di un milione, al Pigneto, dove è a rischio l’assistenza ai disabili nelle scuole e nelle case-famiglia. 
Nella sostanza però c’è un problema di carattere amministrativo e tecnico, l’approvazione del bilancio di previsione 2017 può durare due mesi, e per un valore totale di circa 5 miliardi di euro.
Senza assessore nessuno ha lavorato e sta lavorando, e manca ancora l’audit (verifica della correttezza dei dati di bilancio e delle procedure) sul debito storico.
Raggi si è presa l’interim del Bilancio, ma comunque l’approvazione doveva avvenire entro 90 giorni dall’insediamento (sono passati e anche superati).
Dal primo gennaio, senza una manovra approvata, si passerebbe alla gestione provvisoria “per dodicesimi”. Ossia verrebbe assegnato ogni mese, alle varie voci di spesa, una dodicesimo dello stanziamento complessivo del 2016, togliendo ogni possibilità di intervento alla giunta. Non solo: dopo venti giorni dalla scadenza il prefetto dovrebbe inviare ai consiglieri comunali una diffida con una deadline finale, oltre la quale l’amministrazione verrebbe sciolta: un’ipotesi per ora lontanissima, ma neanche troppo!
In conclusione una riflessione: siamo nell’ambito della ordinaria amministrazione, le olimpiadi per esempio rientrano nella straordinaria amministrazione di una città, nei fatti però un sindaco è necessario per prendere decisioni importanti e non per modulare l’ordinaria amministrazione che per legge può essere svolta anche da un commissario prefettizio. Una domanda, ma se Virginia Raggi continua a reclamare di voler gestire l’ordinaria amministrazione respingendo ogni iniziativa di straordinaria amministrazione, ma non era più logico lasciare Tronca (o chi per lui) per 5 anni?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]