730 precompilato, ci siamo: fase-2 con le istruzioni dal Fisco

03 agosto 2015, Luca Lippi
730 precompilato, ci siamo: fase-2 con le istruzioni dal Fisco
Con il provvedimento del direttore delle Entrate pubblicato oggi, sono state definite le modalità di utilizzo dei dati relativi alle spese sanitarie, necessarie per elaborare la dichiarazione dei redditi precompilata.

Il provvedimento è a corollario della "fase due" relativa alla precompilazione del 730 da parte di Agenzia Entrate nella disponibilità dei contribuenti per l'anno 2017 relativa ai redditi del 2017.

In buona sostanza, nel 730 precompilato del 2017 si troveranno i dati relativi alle spese mediche e farmaceutiche sostenute nel 2016. 

E' il risultato dell'implementazione della funzionalità della tessera sanitaria che ora sarà nella disponibilità di rilevazione dei dati sensibili anche del Ministero dell'Economia e Finanze (Mef) oltre che del ministero della Salute e associazione di categoria dell'ordine dei farmacisti.

I dati raccolti durante l'anno a seguito dell'uso della tessera sanitaria da parte dei contribuenti potranno essere resi disponibili solo su base volontaria (bisogna esprimere il consenso) e saranno trasmessi al Mef solo in forma aggregata (nessun dato personale è associato a questi dati, eccetto la provenienza dell'utente), oltretutto tali dati dovranno essere immediatamente cancellati qualora il contribuente non volesse usufruire del 730 precompilato.

La procedura di trasmissione dei dati sensibili regolamentata dal Garante e oggi resa pubblica e regolamentata dal direttore delle Entrate prevede questa sequenza:

fase 1) medici, ospedali, ambulatori e farmacie inviano al Sistema Tessera Sanitaria (gestito dal Mef) i dati relativi a tutte le prestazioni erogate

fase 2) Agenzia Entrate trasmette al Mef i codici fiscali delle persone cui predisporrà la dichiarazione precompilata

fase 3)  il Mef renderà disponibili i dati sulle spese mediche, ma solo in forma aggregata, delle persone individuate.

Ovviamente il consenso al trattamento dei dati sarà richiesto al contribuente all'atto della prestazione e ha validità di autorizzazione al trattamento dei dati nella disponibilità del Mef.

Un passo in più ogni due anni e vedremo se fra una decina di anni arriveremo ad evitare definitivamente la dichiarazione dei redditi che da almeno cinque anni dovrebbe essere una consuetudine desueta.



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autore / Luca Lippi
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