Via libera dal Senato, sprecare gli alimenti è "reato": incentivi e sanzioni

03 agosto 2016 ore 12:15, Micaela Del Monte

E' stata approvata ieri in Senato la legge contro lo spreco alimentare. La proposta, frutto di otto disegni di legge sul tema, era stata già approvata dalla Camera a metà marzo e tende a favorire il recupero, la distribuzione e la valorizzazione delle eccedenze alimentari per fini di solidarietà sociale. Una pratica già molto diffusa, soprattutto grazie alle associazioni, ma a cui si intende ora dare una cornice e un riferimento normativo.  

La legge consente, in particolare, agli operatori del settore alimentare (es. esercizi commerciali, grande distribuzione organizzata, produttori) di cedere le eccedenze alimentari a titolo gratuito ad organizzazioni private senza scopo di lucro (es. Onlus, associazioni, cooperative sociali) i quali devono a loro volta destinarle, se idonee al consumo umano, prioritariamente alle persone indigenti. Se le eccedenze non sono idonee al consumo umano queste possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per altre destinazioni, come il compostaggio. La cessione viene consentita anche oltre il temine minimo di conservazione purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione ed è inoltre prevista l'ulteriore trasformazione delle stesse. È consentita la cessione a titolo gratuito delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano ed animale ai soggetti cessionari.  

Via libera dal Senato, sprecare gli alimenti è 'reato': incentivi e sanzioni
Sono previste specifiche disposizioni per i prodotti finiti della panificazione e per i derivati dagli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non necessitano di condizionamento termico: questi, se invenduti o non somministrati entro le 24 ore successive alla loro produzione, sono da considerarsi eccedenti presso le rivendite di negozi, anche della grande distribuzione nonché presso i produttori artigianali o industriali, la ristorazione organizzata, inclusi gli agriturismi, e la ristorazione collettiva e, pertanto, possono essere donati ai soggetti cessionari. Per incentivare il ricorso alla cessione agli operatori del settore vengono concesse alcune agevolazioni di carattere fiscale e tributario in materia di Iva e la facoltà per il Comune di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle imprese che effettuano le cessioni. 

Il disegno di legge amplia, inoltre, la platea dei soggetti autorizzati a effettuare le distribuzioni gratuite e le categorie dei prodotti. Oltre alle Onlus divengono soggetti autorizzati alla distribuzione gratuita il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza fini di lucro, di finalità civiche e solidaristiche, che promuovono e realizzano attività di interesse generale. Si consente, inoltre, il riutilizzo dei prodotti alimentari idonei al consumo umano o animale oggetto di confisca. In caso di confisca di prodotti alimentari idonei al consumo umano o animale, l'autorità ne dovrà disporre la cessione gratuita a enti pubblici ovvero a enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche. 

"Questa legge – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – è una delle più belle e concrete eredità di Expo Milano 2015. L’abbiamo presentata lo scorso anno nel nostro Piano SprecoZero proprio durante l’Esposizione universale ed è una traduzione in fatti dei principi della Carta di Milano. Un provvedimento che conferma l’Italia alla guida della lotta agli sprechi alimentari, che ancora oggi hanno proporzioni inaccettabili. 12 miliardi di euro solo nel nostro Paese. Con questa norma ci avviciniamo sempre di più all’obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi. È molto importante il rafforzamento del tavolo indigenti del nostro Ministero, che ora potrà diventare un vero e proprio laboratorio operativo per ridurre gli sprechi e aumentare l’assistenza ai più bisognosi. Un modello che ci rende unici in Europa e che punta ad incentivare e semplificare il recupero più che a punire chi spreca. Un ringraziamento va a tutti i parlamentari per l’attenzione che hanno dato a questa legge e in particolare a Maria Chiara Gadda che ha lavorato con passione in questi mesi al provvedimento”. 

"L'approvazione definitiva della legge contro gli sprechi alimentari – ha affermato il viceministro Andrea Olivero - è un fatto fondamentale nella lotta contro la povertà alimentare. Si tratta di un provvedimento che è stato costruito insieme al Terzo Settore, insieme cioè alle associazioni e agli enti caritativi che da sempre sono al servizio degli ultimi, intercettando gli sprechi e ridistribuendoli giorno dopo giorno con grande costanza e con capillarità impressionante. A questo punto – ha concluso il viceministro - la parola passa alla società civile e al settore imprenditoriale. Sono convinto che ciascuno farà la sua parte nel contrasto allo spreco".

Altro obiettivo della legge è la riduzione degli sprechi: a tal fine il ministero della Salute predisporrà, entro 90 giorni, linee di indirizzo rivolte agli enti gestori di mense scolastiche, comunitarie e sociali, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti. 

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