Si firma "guerriero Massy": di cosa si vergogna Bossetti dal carcere

03 agosto 2016 ore 11:26, Americo Mascarucci
Massimo Bossetti condannato in primo grado all'ergastolo come esecutore materiale dell'omicidio della 13enne di Brembate Yara Gambirasio, dal carcere scrive una lettera nella quale dice di vergognarsi di essere italiano.
La lettera è stata inviata al settimanale Oggi, e con essa Bossetti torna a proclamare la sua innocenza dichiarandosi vittima di un'ingiustizia.
Va precisato che Bossetti è stato condannato in primo grado e i suoi legali hanno già annunciato ricorso in Appello: quindi allo stato attuale il muratore di Brembate resta un "presunto colpevole" o "presunto innocente" a seconda dei punti di vista.
Intanto però l'uomo è in carcere ma sembra non avere alcuna intenzione di arrendersi.
Bossetti non si firma con il suo nome e cognome ma ricorre allo pseudonimo "vostro guerriero Massy" proprio a voler dimostrare la sua intenzione di continuare a lottare.

"Sono deluso e amareggiato di fronte a tutta questa ingiustizia - scrive Bossetti - mi vergogno altamente di essere italiano ma resto molto fiero di non aver venduto la mia innocenza. Abbraccerò e sosterrò con forza, dignità sempre a testa alta questa pesante e ingiusta mia croce e soprattutto non mollerò mai fino alla fine ma la porterò con molto coraggio, quel coraggio che mai potrà mancare agli innocenti".  
Si firma 'guerriero Massy': di cosa si vergogna Bossetti dal carcere
Prima della sentenza di condanna, nelle dichiarazioni spontanee rilasciate davanti alla Corte aveva spiegato di essere pronto ad accettare qualunque decisione. Non sembra però disposto oggi ad accettare l'ergastolo.

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