Il produttore di Pokémon Go "bucato" su Twitter: sicurezza nel mirino

03 agosto 2016 ore 10:34, Lucia Bigozzi
Prima il patron di Facebook Mark Zuckerberg, poi i vertici di Google - Sundar Pichai – e di Twitter Jack Dorsey, ora l’hacker di turno ha ‘scovato’ l’account del ‘papà’ di Pokémon Go. Della serie: qualcuno ha dato la caccia a chi ha ideato la caccia degli altri. Così John Hanke, Ceo di Niantic, si è visto mettere le mani nel proprio account Twitter. La “firma” della violazione c’è: si tratta di OurMine, lo stesso gruppo hacker che negli ultimi mesi ha già “colpito” gli altri vip del mondo de web. Stessa procedura: bastano poche ore e il profilo social del top manager è andato in tilt. Come? Sul profilo di John Hanke sonbo comparsi una serie di ‘cinguetii’ ironici sulla facilità con cui era possibile scovare la password per intrufolarsi nei fatti degli altri. Dunque, non è il primo caso di violazioni dei profili social ormato dagli hacker di OurMine, che ora si concentrano sul mondo dei Pokémon Go, con un precedente: nel mese scorso infatti i server Niantic sono finiti sotto attacco DDoS. Evidentemente si è trattato di un’anteprima di quello che sarebbe successo più tardi, ovvero in questi giorni. E non è un caso, visto la ‘moda’ scatenata dalla caccia ai Pokémon che fa impazzire – letteralmente parlando visto il caso di ieri di un automobilista che si è fermato in curva per trovare un Pokèmon – mezzo mondo. 

Il produttore di Pokémon Go 'bucato' su Twitter: sicurezza nel mirino
Ed è per questo, forse, che gli hacker hanno voluto “punire” il patron del gioco social il cui profilo Twitter è seguito da ben 16mila follower. Assieme alle frasi ironiche che segnalavano l’attacco hacker,
è comparso anche l'hashtag #OurMine con una dedica speciale al Brasile in occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici: “This hack is for Brazil”, è scritto nel tweet. Centrano i giochi ma secondo la lettura di chi conosce le dinamiche della galassia degli hacker, il messaggio vuole anche sottolineare il fatto che il Brasile è tra i Paesi dove la realtà virtuale targata Nintendo non è stata ancora resa accessibile e il senso della critica pare orientato a sottolineare le polemiche seguite all’annuncio del Ceo delle prossime mosse strategiche. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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