Dalla cessione del Milan a quella di Premium, tutti i guai di Berlusconi

03 agosto 2016 ore 10:55, Adriano Scianca
Non c'è pace per il Milan, la cui trattativa con la cordata cinese sta assumendo i tratti della barzelletta. Una fonte non meglio identificata dall'Estremo Oriente avrebbe rivelato che la trattativa sarebbe saltata, anche se le parti negano e assicurano che si stia ancora lavorando per mettere le firme. Che, tuttavia, continuano a slittare. Nel migliore dei casi ci vorranno comunque due mesi, il che significa che i soldi per il mercato sono destinati a non arrivare.

Dalla cessione del Milan a quella di Premium, tutti i guai di Berlusconi
Situazione ancor più ingarbugliata appare quella del passaggio di Premium a Vivendi. Arnaud de Puyfontaine, Ceo della media company francese, ha espresso tutta la sua contrarietà all'affare: “Se mi dici che mi stai vendendo una Ferrari e poi viene fuori che è una Punto, c’è un problema”. Insomma, i margini per ricucire sembrano essere del tutto sfumati, tanto che da Mediaset sarebbe partita una richiesta di risarcimento danni. Vivendi non vuole rispettare i termini dell’intesa in base alla quale il gruppo di Vincent Bollorè sarebbe diventato socio dell’azienda della famiglia Berlusconi con il 3.5% e avrebbe acquisito il 100 per cento di Premium in cambio del 3,5% di Vivendi. 

Anche qui c'è di mezzo il Milan, peraltro: non partecipando alla Champions, le due milanesi, che hanno un grande bacino di tifosi, sottraggono spettatori alla tv del Biscione, che si è aggiudicata in esclusiva la massima competizione continentale. E se a questo aggiungiamo la spada di Damocle della legge sulle frequenze tv e le tribolazioni di Forza Italia, stretta tra il modello Salvini e il modello Parisi, ne esce un'estate davvero da incubo per il Cavaliere...

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