Olimpiadi di Rio fra rifiuti e mare inquinato: atleti a rischio infezioni

03 agosto 2016 ore 11:10, Americo Mascarucci
Le olimpiadi di Rio rischiano di presentarsi davvero a rischio per gli atleti che vi partecipano.
Non c'entra nulla l'allarme terrorismo, e nemmeno il pericolo zika.
Stavolta l'allarme arriva direttamente dal mare, un mare altamente inquinato nel quale però si svolgeranno comunque delle gare.
Il rischio di infezioni per i medici sarebbe altissimo. 
"Gli atleti dovrebbero sforzarsi per quanto possibile di limitare il contatto con l’acqua - spiega il dottore Daniel Becker - purtroppo la situazione è questa. Sarebbe opportuno tenere la bocca e gli occhi chiusi, ma come possono riuscire a controllarsi? Potrebbero essere contaminati, anche se questo non significa necessariamente ammalarsi. Questo è il rischio che si corre entrando in contatto con l’acqua che è altamente inquinata". 
Recenti test hanno infatti rivelato che la contaminazione si estende ben oltre la zona di mare prossima alla costa. La percentuale di colibatteri supera di 16 volte quella ammessa dalla legge brasiliana.
Sotto accusa c'è soprattutto la baia di Guanabara, che ospiterà tre prove ufficiali dei Giochi Olimpici.
"Gli atleti gareggeranno letteralmente in un mare di escrementi umani, e rischiano per questo di ammalarsi a causa della presenza di microorganismi potenzialmente nocivi" aggiunge ancora Becker. 
"Non ci resterà che chiudere la bocca quando arriveranno le onde”, ha commentato con ironia Afrodite Zegers, membro della squadra di vela olandese. 

Olimpiadi di Rio fra rifiuti e mare inquinato: atleti a rischio infezioni
Già nel 2015, nel corso di una competizione di vela disputata nello stesso sito, gli organizzatori avevano registrato nausee e diarree che avevano colpito addirittura un quarto degli sportivi partecipanti. 
Da parte loro, tuttavia, i responsabili brasiliani dei Giochi Olimpici smentiscono rischi: secondo loro le zone che accoglieranno le gare rispetterebbero gli standard imposti dall'Organizzazione mondiale della sanità. 
Le autorità avevano promesso di completare per i Giochi la ristrutturazione dei sistemi di scarico e la bonifica della Guanabara Bay ma le opere non sono state mai completate.
Ma c'è anche chi la situazione non la vede così drammatica: "Mi sono allenato dieci giorni fa e non posso dire che l’acqua era perfetta, che non c’erano rifiuti, ma rispetto a qualche tempo fa, la situazione è migliorata" ha detto il velista basiliano Robert Scheidt.
Ad ogni modo meglio tenere la bocca chiusa, anzi sigillata. 

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