Fiducia consumatori cresce poco in Europa, l’Italia fatica

03 agosto 2016 ore 11:12, Luca Lippi
In Europa l’indice è pari a 79, in crescita di un punto sul periodo gennaio-marzo 2016. Tuttavia fra i Paesi Ue che segnano il passo in maniera più marcata troviamo il Portogallo, e il Belgio, che hanno fatto registrare una discesa di 6 punti dal trimestre precedente.
L’indice di fiducia dei consumatori italiani nel periodo aprile-giugno 2016 si mantiene in territorio positivo, attestandosi a quota 55, di cinque punti al di sopra della linea di demarcazione tra i valori registrati durante la crisi e quelli riscontrati a partire dalla fine della recessione. Mettendo a confronto il dato con lo stesso periodo dell’anno precedente si rileva un incremento di 2 punti (in linea con il trend globale) mentre risulta in calo di 4 punti rispetto a quanto fatto registrare tra gennaio e marzo di quest’anno.
Se in generale l’indice di fiducia risulta o stabile o in frenata, pur mantenendosi al di sopra dei livelli di guardia, risaltano elementi altamente positivi, come un allentamento della stretta sui risparmi e una diminuzione sia di quanti ritengono il Paese ancora in fase di recessione sia di coloro che ancora applicano misure di spending review a livello famigliare.

Fiducia consumatori cresce poco in Europa, l’Italia fatica

Da leggersi in chiave positiva per i consumi la diminuzione della quota di italiani che intendono destinare al risparmio i soldi rimanenti dopo le spese necessarie. Sono infatti il 36% degli intervistati rispetto al 38% di un anno fa, trend senz’altro da sottolineare tanto più perché la propensione al risparmio risulta una variabile radicata negli italiani più di quanto non si verifichi nel resto dei Paesi europei.
Per quanto concerne le altre destinazioni delle risorse una volta sostenute le spese essenziali, gli italiani fanno le seguenti scelte: il 29% intende acquistare abbigliamento, il 28% dedicare le risorse alle vacanze, il 21% all’intrattenimento fuori casa, il 13% intende pagare eventuali debiti, il 12% li spende per prodotti di elettronica, il 9% vuole impiegarli nella manutenzione della casa, il 9% investe in fondi pensionistici, l’8% acquista azioni e il 5% è ancora indeciso.
Da questo profilo d’analisi emerge che oltre un quarto della popolazione dichiara di rimanere senza soldi alla fine del mese (Spagna 15%, Germania e Inghilterra 20%).
Secondo il Global Survey Consumer Confidence di Nielsen, documentazione realizzata su un campione di oltre 30.000 individui in 63 Paesi tra i quali l’Italia, l’atteggiamento degli italiani rispetto alla situazione economica generale del Paese fa segnare una sostanziale diminuzione del pessimismo, la percentuale dei pessimisti passa dal 90% di un anno fa e dall’87% dello scorso trimestre all’attuale 85%. Tra costoro, il 13% dichiara che la fase di recessione potrà essere superata entro i prossimi 12 mesi, in diminuzione rispetto al 16% rilevato sia nel periodo precedente che 12 mesi fa.
Riguardo i tagli di spesa operati dagli italiani troviamo che il 56% taglia sui pasti fuori casa, il 55% spende meno in nuovi vestiti, il 51% si sposta su marchi alimentari più economici, il 50% spende meno nel divertimento fuori casa, il 40% nelle vacanze/brevi soggiorni, il 34% tenta di consumare meno gas/elettricità, il 32% rimanda la sostituzione di oggetti per la casa, il 31% usa meno l’auto, il 29% recupera soldi sulle spese telefoniche, il 29% rinuncia agli aggiornamenti tecnologici di device elettronici, il 27% taglia sulle forme di divertimento in casa, il 27% risparmia sulle vacanze annuali, il 19% cerca condizioni migliori per il mutuo o l’assicurazione, il 15% fuma meno, il 15% si orienta verso marchi meno costosi per gli alcolici. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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