In bici, gli esplode l'iPhone in tasca e ci rimette la pelle della coscia

03 agosto 2016 ore 19:53, Lucia Bigozzi
Non è la prima volta. Ora, si aggiunge un nuovo caso che va nella scia di quelli precedenti: un iPhone che esplode e chi lo ha con sé resta ferito. Le cronache dall’Australia raccontano - secondo quanto riportano i quotidiani online - di un ciclista 36enne che non distante da Sidney era fermo con la sua mountain bike; una pausa nel corso dell’escursione domenicale. Quando è stato per ripartire il piede è scivolato sul pedale e l’uomo è caduto dopo aver perso l’equilibrio. Quando si è rialzato – sempre secondo quanto riferiscono le cronache giornalistiche – avrebbe avvertito un dolore forte dalla parte posteriore della coscia. In pratica dalla tasca dove all’interno custodiva il suo iPhone: ha visto fuoriuscire dalla tasca del fumo ma non ha potuto liberarsi del telefonino perché incandescente. Tanto incandescente da bruciare i vestiti – scrivono i quotidiani locali –fino ad arrivare alla pelle. L’uomo infatti ha riportato delle ustioni e per lui si è reso necessario il trasferimento all’Unità ustioni del Royal North Shore. Ed è stato proprio nella struttura sanitaria che i medici lo hanno sottoposto a un trattamento particolare previsto in questi casi: un innesto di pelle. Dovrà restare fermo per una settimana. 

In bici, gli esplode l'iPhone in tasca e ci rimette la pelle della coscia
Prima di essere soccorso, il ciclista australiano è riuscito a disfarsi del cellulare solo dopo averlo lasciato raffreddare e per farlo, i giornali riferiscono che avrebbe dovuto camminare per mezz’ora.
Un caso che si aggiunge ai precedenti che le cronache hanno fin qui riportato. Da parte sua Apple ha già contattato lo sfortunato ciclista per verificare insieme a lui le cause e la dinamica dell’incidente. Per il momento, quello che emerge relativamente anche alla casistica che proprio episodi come questo contribuiscono a creare, sarebbe motivato così: nella maggiorparte dei casi, i cellulari che si surriscaldano oppure arrivano ad esplodere hanno come elemento in comune, il fatto di essere ricaricati con alimentatori non ufficiali, cioè non appartenenti alle case produttrici. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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