Referendum, la squadra del Sì di Renzi da Verdini ad Alfano e Tosi (con pochi voti)

03 agosto 2016 ore 11:45, Americo Mascarucci
Alfano. Verdini, Tosi, Zanetti tutti insieme appassionatamente per dire sì al referendum costituzionale.
Ex berlusconiani, ex leghisti, ex montiani, c’è di tutto e di più in quella sorte di "maionese impazzita" che è rappresentata in questo pseudo fronte del sì. 
Ci sono insomma quelli che stanno al Governo come Zanetti ma che hanno fatto gruppo in comune con Ala di Verdini che sta sì in maggioranza ma dall'esterno: vota cioè per il Governo ma senza farne parte. 
Poi ci sono Alfano e company che stanno nel Governo ma al tempo stesso strizzano l’occhio al nuovo leader di Forza Italia Stefano Parisi che è schierato con il No. 
Di tutto e di più insomma con l’idea di costruire intorno al sì al referendum un nuovo fronte dei moderati. 
Peccato che poi ognuno punti alla leadership di questo fronte con Alfano che guarda con diffidenza Verdini che considera una sorta di "intruso" visto che è arrivato in forte ritardo rispetto alla scelta di campo del Nuovo centrodestra nell'appoggio al Governo. 
E poi Zanetti il viceministro dell'Economia che ha tentato il colpaccio di celebrare il matrimonio fra Scelta Civica e Ala ritrovandosi però sfiduciato dai propri gruppi parlamentari. Lui con Verdini si è sposato comunque, ma il resto di Scelta Civica ha detto no e pur votando comunque sì al referendum ha tenuto a rimarcare la distanza da quella che sembra apparire "un’armata Brancaleone". 

Referendum, la squadra del Sì di Renzi da Verdini ad Alfano e Tosi (con pochi voti)
Verdini ha cercato di accreditarsi come il grande regista "dell’ammucchiata" facendo chiaramente intendere che oggi grazie a lui Renzi può vivere tranquillo al Governo e può sperare di vincere il referendum restando ben saldo  a Palazzo Chigi: "I comitati e il referendum come un cavallo di troia per entrare stabilmente in maggioranza? Noi non ne abbiamo bisogno, non chiediamo nulla. I numeri parlano. Ma dico solo che siamo decisivi al Senato" ha detto Verdini. 
Alfano apparentemente benedice l’intesa con Verdini ma il ministro Ncd Enrico Costa non si fa vedere perché pare questo raggruppamento non lo digerisca proprio. 
Altri come Formigoni e Schifani si sono già persi per strada e probabilmente si schiereranno per il No. 
E infine c'è Tosi, l'ex leghista che ha abbandonato il Carroccio in polemica con la deriva lepenista di Salvini e anche lui oggi sembra ben accasato sotto l'ombra protettiva di Denis.
Lorenzo Dellai e Bruno Tabacci preferiscono fare un comitato distinto: "Noi continuiamo, in autonomia e libertà, a lavorare per un centro sinistra unito, plurale e innovativo e nel quale abbiano piena cittadinanza i valori nei quali crediamo- ha spiegato Dellai - Per questo rispettiamo le iniziative dei cosiddetti ’moderati per il si’’ ma non è la nostra prospettiva".

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