Raid Usa in Libia, Cardini: "Sarà un nuovo Iraq. Mondo più sicuro con Trump"

03 agosto 2016 ore 11:52, Adriano Scianca
"Il problema della Libia è che ha uno stato fantoccio". La pensa così lo storico Franco Cardini, che a IntelligoNews così commenta la nuova operazione militare Usa in Libia: "Ci sarà il rafforzamento dell'unica contromisura che hanno a disposizione i libici: il terrorismo".

Professore, cosa pensa del fatto che l'Italia si troverà ancora una volta a fare da portaerei per un'operazione militare Usa? 

Raid Usa in Libia, Cardini: 'Sarà un nuovo Iraq. Mondo più sicuro con Trump'
«Il punto è che abbiamo perduto la guerra e siamo purtroppo membri della Nato, quindi siamo costretti a dipendere da questo tipo di scelte. Tutto questo con un presidente italiano piuttosto svogliato su questi argomenti, con un ministro degli Esteri che, come tutti i suoi colleghi dal 1946, ha il beneplacito americano e con gli Usa sempre più anatra zoppa. Obama mi sembra già in vacanza in attesa delle elezioni. Sulle quali, io credo che il mondo sia più sicuro con una vittoria di Donald Trump, mentre temo di più il “male minore” Clinton. Hillary è una donna forte, legata a poteri forti, che in caso di vittoria annullerebbe le sagge manovre di avvicinamento nei confronti della Russia». 

Un quadro complesso in cui l'Isis prospera...  

«Noi ci gloriamo della fine di Daesh, ma sappiamo bene che la fine del Daesh territoriale può portare a un acuirsi delle azioni del Daesh terroristico. Ma il problema della Libia non è Daesh. Il problema della Libia è l'accordo fra i governi di Misurata e Tobruk. Ora, la Nato ha avuto l'idea di tirar fuori un leader che nessuno vuole e nessuno riconosce e che fa quello che fanno tutti gli stati fantoccio da sempre: finge di decidere autonomamente la richiesta di intervento alla Nato che la Nato stesso ha suggerito». 

Quali saranno i risultati di questa operazione militare? 

«Ci sarà il rafforzamento dell'unica contromisura che hanno a disposizione i libici: il terrorismo. Succede sempre così, ci siamo già passati, il terrorismo è la contromisura di chi non ha la forza di scendere in campo aperto. Se gli americani si sentono pronti a fare della Libia un altro Iraq o un altro Afghanistan, facciano pure. Ciò che è successo in Iraq e Afghanistan lo abbiamo visto, ciò che succederà in Libia possiamo solo immaginarcelo per analogia».
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