Meningite killer, come ci si difende: quale vaccino e cosa non fare

03 agosto 2016 ore 12:53, intelligo
di Luciana Palmacci

Cresce la paura di contrarre la meningite dopo che soli pochi giorni fa l’infezione ha stroncato un’altra giovane vittima: una ragazza romana deceduta di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. Stiamo parlando di un’infezione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale provocata dal batterio Neisseria Meningitidis. Può colpire a qualunque età, soprattutto sotto i 5 anni e nei giovani tra i 15 e i 25 anni
Ma come si trasmette la malattia? Da persona a persona attraverso lo scambio di secrezioni respiratorie (colpi di tosse, baci, o scambio di stoviglie). Il batterio non vive più di pochi minuti al di fuori dell'organismo, per cui la malattia non si diffonde così facilmente come il comune raffreddore o come l'influenza. La principale fonte di contagio è rappresentata dai portatori, solo nello 0,5% dei casi, la malattia è trasmessa da persone affette da meningite. Per questo in caso di malattia va somministrata la profilassi solo ai "contatti" stretti, cioè a coloro che sono stati a contatto ravvicinato con il soggetto malato. 

I fattori di rischio contagio e le cose da non fare:
 - stagionalità: la malattia è più comune tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, anche se casi sporadici di malattia si verificano durante tutto l'anno; 
- stili di vita: il fumo attivo e il fumo passivo sono associati ad una aumentata incidenza di malattia;
- condizioni di sovraffollamento probabilmente favoriscono la trasmissione dei meningococchi, aumentando il numero dei portatori e quindi il rischio di malattia;
 - frequentazione di nightclub e l'uso di alcol, durante le epidemie, può aumentare il rischio di malattia attraverso il contatto ravvicinato con portatori potenziali;
 - patologie: alcune immunodeficienze determinano un marcato aumento del rischio di malattia meningococcica.

E i sintomi? La malattia esordisce in genere bruscamente con febbre, mal di testa, nausea, spesso vomito, rigidità nucale (difficoltà e dolore alla flessione della testa sul tronco), fastidio intenso alla luce. L’introduzione da tempo della vaccinazione contro il meningococco C, che ha interessato in modo diffuso sia l’età infantile che adolescenziale che giovane adulta, ha determinato una rapida diminuzione e pressoché eliminazione dei casi di malattia provocata da questo specifico sierogruppo in queste fasce di età.

Meningite killer, come ci si difende: quale vaccino e cosa non fare
Esistono vari gruppi o sierotipi di meningococchi, ma solo 5, cioè A, B, C, W135 e Y, sono responsabili della malattia meningococcica invasiva. I sierotipi che circolano più di frequente in Italia e in Europa sono B e C, mentre in Asia e Africa è più diffuso il tipo A e negli Stati Uniti si trovano anche W135 e Y. Il vaccino rappresenta l’unica arma di prevenzione efficace per evitare la meningite. 

I tre vaccini disponibili e quando farli: contro la meningite di tipo C, di tipo B e il vaccino tetravalente A, C,W135,Y. - Il vaccino contro il Meningococco C (MenC): disponibile già da parecchi anni, è inserito tra le vaccinazioni raccomandate dal Piano nazionale per la prevenzione vaccinale. Poiché è stato introdotto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è gratuito in tutta Italia. Questo ha consentito di vaccinare sempre più bambini e di avere una significativa riduzione dei casi di meningite C, con il risultato che attualmente il sierotipo B è il più frequente in Italia. Il Piano nazionale vaccini 2012-2014 (l'ultimo in vigore) prevede la somministrazione del MenC a tutti i bambini di età compresa tra 13 e 15 mesi, in concomitanza con il vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia) e agli adolescenti non precedentemente immunizzati. È anche possibile anticipare la vaccinazione, in soggetti a più alto rischio, con tre dosi a 3, 5 e 11 mesi. Sopra i 12 mesi, invece, è sufficiente una dose singola. 
- Il vaccino tetravalente A,C,W135,Y (Mcv4): disponibile da poco tempo e non inserito nel calendario vaccinale 2012-2014, il vaccino tetravalente antimeningococco A, C, W 135, Y è stato finora raccomandato in Italia prevalentemente per i viaggiatori che si recano in Paesi dove sono presenti tali sierotipi di meningococco e a coloro che desiderano una protezione maggiore, tenendo presenti le frequenti opportunità di spostamento legate alla globalizzazione. Si può fare a partire da 2 anni ai bambini che non hanno ancora effettuato il MenC o agli adolescenti di 12-16 anni già vaccinati con MenC, a completamento della copertura. Attenzione: il nuovo Piano nazionale vaccini 2016-2018, al momento al vaglio del Ministero dell'economia, prevede che la vaccinazione contro il meningococco C possa essere fatta sia con vaccino MenC, sia con vaccino tetravalente ACWY. 
- Il vaccino contro il meningococco B (MenB): è stato autorizzato solo nel 2013, per questo non era incluso nel piano vaccinale 2012-2014 e non rientra nei LEA. Il vaccino, tuttavia, è presente nel nuovo Piano nazionale vaccini 2016-2018, che attente ancora l'approvazione definitiva. Al momento in alcune regioni è a pagamento, mentre in altre è offerto gratuitamente. Il vaccino protegge contro quasi il 90 per cento dei ceppi di meningococco B e si può fare a partire dai 2 mesi, anche in concomitanza con gli altri vaccini previsti nei primi anni di età. Il numero di dosi da somministrare varia a seconda dell'età in cui si comincia la somministrazione. Non si hanno ancora dati certi sulla durata della protezione, pertanto in futuro potrebbe essere necessario introdurre un’ulteriore dose in età prescolare. 


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