Lavorare di notte dà rischio cancro: questione di orologio biologico per stare in salute

03 agosto 2016 ore 19:38, Americo Mascarucci
Lavorare nelle ore notturne non fa bene alla salute. 
Le alterazioni del ciclo sonno veglia hanno degli effetti negativi di lungo periodo sull'organismo dei lavoratori, come un maggior rischio di malattie cardiovascolari e oncologiche, che aumenta in modo proporzionale al numero di anni spesi adottando ritmi sfasati. 
Lo dice uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology (MIT). 
"L'elemento chiave che scatena questo meccanismo distruttivo è la luce, che colpisce la retina e manda un segnale al cervello (nella regione del nucleo soprachiasmatico) dove risiedono gli ingranaggi dell'orologio biologico da cui partono i segnali che regolano le lancette in ogni cellula del corpo. La luce è come un pulsante di reset che azzera l'orologio: quando si perde questo segnale, si perde il ritmo naturale in tutte le cellule dell'organismo", spiega il coordinatore dello studio, Thales Papagiannakopoulos. 
A perdere il ritmo sono i geni lancetta Bmal1 e Per2
"Se si distruggono questi geni in tutte le cellule del corpo, il segnale luminoso che si riceve normalmente non provoca più alcun effetto", sottolinea il ricercatore. 
"E' come prendere un martello molecolare e rompere l'orologio", aggiunge. 

Lavorare di notte dà rischio cancro: questione di orologio biologico per stare in salute
I risultati dello studio, condotto sui topi, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Cell Metabolism. 
Negli esseri umani, spiegano i ricercatori, l’orologio circadiano centrale si trova nel nucleo soprachiasmatico del cervello (SCN), addetto alla ricezione delle informazioni relative ai livelli di luce dalla retina. 
SCN comunica queste informazioni alle cellule del corpo attraverso ormoni e altre molecole di segnalazione. All'interno delle cellule, un gene chiamato Bmal1 è responsabile dell’attivazione di altri geni che controllano le attività circadiane, tra cui un gene chiamato Per2. 
I livelli delle proteine codificate da questi geni normalmente oscillano per tutta la giornata, ma quando i normali cicli luce/buio vengono interrotti, le oscillazioni spariscono. 
I risultati dei test sono stati confermati anche dall'analisi di biopsie prelevate da pazienti con tumore del polmone: nelle cellule malate, i geni Bmal1 e Per2 sono molto meno attivi rispetto alle cellule sane.

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