In Parlamento applausi trasversali Pd-Pdl-M5S

03 aprile 2013 ore 14:03, Francesca Siciliano
In Parlamento applausi trasversali Pd-Pdl-M5S
Larghe Intese? In Parlamento i partiti già le fanno. Non a caso, infatti, gli interventi in Aula durante la seduta parlamentare di ieri di Sangalli del Pd e di Azzolini del Pdl hanno strappato applausi di tutti. Grillini compresi. Proposte pragmatiche e concrete che dimostrano come “quando vogliono” e sui temi caldi gli accordi li sanno fare. Parigi val bene una messa? Non proprio. Perché qui non ci sono messe, né una Parigi da conquistare. Sangalli nel suo discorso fa riferimento all'intervento del governo che ha messo in campo 40 miliardi di euro (20 più 20 nei due anni) di liquidità per i pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni alle imprese. Questo, dunque, equivale a liquidità per il sistema economico e imprenditoriale italiano e soprattutto alle piccole, piccolissime e medie imprese. Ma quello che invoca l'esponente Pd, come si legge dal resoconto stenografico del suo intervento in Aula è che « il decreto-legge che il Governo adotterà sia “senza se e senza ma” un provvedimento che non abbia bisogno di decreti attuativi, perché ai decreti attuativi è rimasta attaccata metà della politica di questi anni». Applausi, nel corso del discorso, da parte dei gruppi Pd, Pdl e Lega. «Si approvano dei provvedimenti – ha continuato Sangalli -  ma i decreti attuativi non arrivano. 350 decreti attuativi sono pendenti, si incrimina una casta politica ma ce se ne "impippa" del valore e della responsabilità dei dirigenti della pubblica amministrazione della capacità di costruire delle modalità che rendono possibile e plausibile ogni azione di governo, ogni efficace traduzione delle leggi, ogni efficace traduzione dell'intenzione popolare». Di  nuovo applausi, sempre più scoscianti ai quali si aggiungono i grillini.  «Caro Ministro – ha concluso -  credo che, in una situazione politicamente così difficile, il fatto che su un provvedimento si riesca a trovare, tra tante sensibilità lontanissime tra di loro su tantissimi argomenti, una così corale omogenea visione delle cose, dovrebbe indurre questo Governo - e mi auguro il prossimo ancora di più - ad alzare la testa in Europa e a non andare in Europa soltanto “con il cappello in mano”, come chi tutte le volte deve fare l'inchino a chi sta guadagnando, magari, sul nostro indebitamento». Standing ovation: gli applausi partono da praticamente tutti gruppi, quasi a spellarsi le mani. Stesso iter e stessi “applausi” per la nuova tassa sui rifiuti (la Tares) che secondo il governo dovrebbe essere applicata dal prossimo luglio, andandosi a sommare a Imu, Irpef e aumento dell'Iva. E rischiando di gravare sulle famiglie italiane in maniera eccessiva ed esorbitante. L'orientamento in Parlamento è convergente: va eliminata o quantomeno va fatta slittare al primo gennaio del prossimo anno. Pd e Pdl, dunque, di nuovo insieme. E per mano dei due firmatari Alessandra Mussolini (Pdl) e Vincenzo Cuomo (Pd) hanno presentato una mozione comune al Senato per «evitare un nuovo bagno di sangue per i cittadini».
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