Città eterna-eterni dc: Fiori vuole una Lista civica cattolica per Roma

03 aprile 2013 ore 14:21, intelligo
Città eterna-eterni dc: Fiori vuole una Lista civica cattolica per Roma
Movimento e sommovimenti in casa cattolica. Lo scontro, a questo punto, non è più tra cattolici-liberali vicini al centro-destra e cattolici-progressisti vicini al centro-sinistra, ma tra vecchi dc e nuovi aspiranti Dc. Il tema è una lista indipendente, data la scomparsa di un soggetto apertamente cattolico (dopo la fine dell’Udc, vampirizzato da Monti), alle prossime comunali di Roma. Città considerata, fin dai tempi dell’Unione elettorale del 1909 (archiviata l’esperienza dell’Opera dei Congressi), o dei Comitati Civici di Gedda del 1948, un modello esportabile per la politica nazionale. Un caso emblematico, infatti, fu il tentativo di Don Sturzo (ormai anziano e in polemica con la Dc), nei primi anni Cinquanta, che propose, sempre per le amministrative romane, la costituzione di una lista civica anticomunista  e centrista scudocrociata, aperta alle destre (Msi, partito monarchico e partito liberale): per impedire che la “città eterna finisse in mano ai comunisti, atei e collettivisti”. L’ultimo della gloriosa serie è Publio Fiori, presidente oggi di Rinascita popolare, già Dc di destra, già An, che ha ufficialmente pensato, rivolgendo un appello agli amici e interessati, ad una lista civica cattolica (tipo Unione elettorale cattolica). Sarebbe la prima volta dopo il famoso storico non-expedit, l’impedimento da parte di papa Pio iX ai cattolici di partecipare alla vita politica pubblica (in quanto il Risorgimento sabaudo era considerato un’usurpazione liberal-massonica). Resta da vedere chi è attualmente papa Pio IX, o Vittorio Emanuele II, il re d’Italia usurpatore.  
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