Sui rimborsi ai partiti, la borsa di Renzi è più chiusa di Bersani e Grillo

03 aprile 2013 ore 14:27, Lucia Bigozzi
Sui rimborsi ai partiti, la borsa di Renzi è più chiusa di Bersani e Grillo
Mentre dice che la politica sta perdendo tempo e Bersani prende tempo per riprovarci da premier, lui anticipa i tempi. Matteo Renzi porta in Parlamento l’abolizione dei rimborsi ai partiti. Lo fa attraverso i suoi parlamentari e comincia dal Senato. Doppia strategia: aprire un varco bipartisan sul tema caldo del momento sorpassando a sinistra i grillini e testare il suo schema: prove tecniche di ‘governo di scopo’ da contrapporre all’uomo solo al comando made in Bersani.
Dieci senatori renziani (Andrea Marcucci, Rosa Maria Di Giorgi, Stefano Collina, Nadia Ginetti, Roberto Cociancich, Laura Cantini, Mauro Del Barba, Isabella De Monte, Stefano Lepri e Mario Morgoni), proprio oggi hanno depositato una proposta di legge per cancellare il rimborso elettorale ai partiti. Il modello riguarda meccanismi alternativi che prevedono un contributo diretto dei cittadini, anche attraverso il credito di imposta. Porta aperta a chi ci sta, a chi deciderà di votare in Aula il provvedimento renziano. Messaggio per il Pdl e i montiani, sfida a quella parte del Pd ostile alla novità. Ma la sfida diretta è sul terreno dei cinquestelle che per ora rivendicano commissioni ma di atti parlamentari non hanno prodotto granchè. Renzi dunque, vuole arrivare primo, intestarsi la battaglia parlamentare e marcare il campo della novità politica che la sua leadership rappresenta. Per l’oggi (vedi la competizione dentro il partito) e per quando si tornerà al voto. Con un post significativo: su Facebook e Twitter, Renzi pubblica l’elenco dei tagli - fra tasse e autoblu -, già realizzati a Firenze. Passo avanti, verso Roma.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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