Decreto pene alternative: più domiciliari, clandestinità non è reato

03 aprile 2014 ore 7:58, Andrea De Angelis
Decreto pene alternative: più domiciliari, clandestinità non è reato
Con 332 sì, 104 no e 22 astenuti, la Camera ha dato il sì definitivo al decreto sulle pene alternative al carcere. Il testo prevede un deciso aumento dell'uso degli arresti domiciliari, volto a risolvere l'annoso problema delle carceri in Italia. Tra i vari reati depenalizzati, emerge quello dell'immigrazione clandestina. Ad opporsi solo il Movimento 5 Stelle, la Lega Nord e Fratelli d'Italia. Analizziamo punto per punto le principali novità: Contumacia: viene eliminata del tutto la contumacia. Se l'imputato è irreperibile, il giudice sospende il processo potendo però acquisire le prove non rinviabili. Finché dura l'assenza, è comunque sospesa la prescrizione. Depenalizzazione: tra i reati depenalizzati non sono compresi quelli relativi a edilizia e urbanistica, territorio e paesaggio, alimenti e bevande, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza pubblica, gioco d'azzardo e scommesse, materia elettorale e finanziamento dei partiti, armi ed esplosivi, proprietà intellettuale e industriale.
Decreto pene alternative: più domiciliari, clandestinità non è reato
Decreto pene alternative: più domiciliari, clandestinità non è reato
Detenzione oraria
: la detenzione non carceraria può avere durata continuativa o per singoli giorni della settimana o fasce orarie. Può essere eventualmente prescritto il braccialetto elettronico. Restano in carcere i delinquenti abituali, professionali e chi non ha un domicilio idoneo. Domiciliari: saranno la pena principale (da applicare in automatico) per tutti i delitti per i quali la pena massima non superi i tre anni. Immigrazione clandestina: Non è più un reato. L'arresto avverrà solo per gli immigrati che rientrano in Italia dopo l'espulsione. Lavori di pubblica utilità: Nel caso di reati per cui è prevista la detenzione domiciliare, il giudice può affiancare alla condanna anche la sanzione del lavoro di pubblica utilità. Messa alla prova: per reati puniti con reclusione fino a 4 anni o pena pecuniaria, l'imputato può chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. Previsti lavori di pubblica utilità, con l'affidamento ai servizi  sociali. Se l'esito è positivo il reato si estingue, pur restando soggetto a possibile revoca.  
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