Augusto Vanghetta il pretore di Cuvio. Il romanzo dell'anticlericale Chiara sbarca al cinema

03 aprile 2014 ore 9:58, intelligo
Augusto Vanghetta il pretore di Cuvio. Il romanzo dell'anticlericale Chiara sbarca al cinema
Francesco Pannofino
ha riportato in scena il personaggio di Augusto Vanghetta
, protagonista del celebre romanzo di Piero Chiara  “Il Pretore di Cuvio” pubblicato nel 1973. Pannofino veste i panni del giovane magistrato inviato a ricoprire l’incarico di pretore in un paesino sulle rive del lago Maggiore dove si metterà in mostra più per le conquiste galanti e le relazioni extraconiugali che per la sua attività giudiziaria. Il film è in distribuzione nelle sale cinematografiche italiane a partire da oggi, 3 aprile 2014. Già in passato il racconto di Chiara è stato oggetto di adattamenti cinematografici, ed oggi grazie al simpatico “Nero Wolfe” della  televisione, torna a far sorridere il pubblico e a far riscoprire un autore da molti dimenticato. Piero Chiara non è stato solo un bravo scrittore, ma anche un giornalista ed uomo politico, esponente di spicco della cultura liberale in Italia. I suoi racconti, per certi versi ispirati alle novelle del Boccaccio, si sviluppano proprio intorno al lago Maggiore, in particolare a Luino dove lo scrittore nacque nel 1913. Lo stile di Chiara è quello del narratore che ama raccontare l’originalità e la genuinità dei personaggi che popolano l’ambiente in cui vive, attraverso la semplicità del linguaggio. I suoi racconti si leggono d’un fiato proprio perché scorrevoli e carichi di tanta simpatia e umanità, l’umanità tipica della gente di paese che vive racchiusa in un piccolo mondo dove i fatti privati del singolo inevitabilmente finiscono in piazza diventando di pubblico dominio. Personaggi di un’Italia che non esiste più, l’Italia delle preture, oggi soppresse dappertutto, dei pretori, dei cancellieri, dell’avvocato chiamato a difendere il povero ladro di polli che si rimette puntualmente alla clemenza della corte. C’è poi il sarto che sa di avere un male incurabile e quindi butta la moglie fra le braccia dell’uomo che può offrigli un futuro economico solido, salvo poi scoprire che i medici si erano sbagliati e che lui era sano come un pesce; c’è l’ispettore rigido ed inflessibile, difensore integerrimo della legge, puntiglioso e scrupoloso fino all’eccesso, moralizzatore dei costumi che si scopre avere il “vizietto”; e ci sono i personaggi come Augusto Vanghetta il pretore di Cuvio che pur non essendo bello, ha successo con le donne e per aumentare la collezione delle sue conquiste si improvvisa attore e registra teatrale per far colpo su un’attrice. Tutti personaggi che Chiara mette in risalto con l’intenzione di esaltare i vizi umani al posto delle virtù, convinto che alla fine ognuno sia realmente diverso nel proprio intimo da ciò che vuole apparire all’esterno. Chiara affiancò la sua attività di giornalista e scrittore alla passione per la politica che lo portò a ricoprire diversi incarichi nel Partito Liberale Italiano di Giovanni Malagodi. Era un anticlericale e lo si evince chiaramente anche dal modo in cui nei suoi racconti tratta prelati, curati, cattolici bacchettoni ecc. I suoi racconti come detto esaltano le pulsioni dell’io al di fuori di ogni schema di carattere etico, ma ancora oggi come allora sono la migliore testimonianza di un impegno culturale fondato sul piacere di scandalizzare i benpensanti, ad iniziare, come lo scrittore stesso ebbe a dichiarare più volte pubblicamente, “i benpensanti alla Moravia”, quella cultura di sinistra che all’ombra della falce e martello “pomiciava” con i salotti buoni, con il capitale e la finanza. Lui da liberale vero i propri vizi li metteva in piazza e se ne vantava pure, per il gusto sempre di smascherare l’ipocrisia dei catto comunisti che già allora “predicavano bene e razzolavano male, dei finti marxisti bravi a pontificare e ancora di più a vivere da borghesi in barba ai loro convincimenti. Grazie dunque a Pannolino, alias Augusto Vanghetta, che riportando in scena il Pretore di Cuvio ci fa riscoprire l’attualità di un grande scrittore che scelse di essere anticonformista, contro chi in nome dell’anticonformismo ha finito per egemonizzare con la dittatura del proprio conformismo l’intera cultura italiana.  
autore / intelligo
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