Province, Fi storce il naso sulle riforme renziane “a misura di Pd”

03 aprile 2014 ore 17:10, intelligo
Province, Fi storce il naso sulle riforme renziane “a misura di Pd”
Sono molti i parlamentari di Forza Italia che avanzano dubbi sul merito delle riforme renziane e provano ad accendere i riflettori su testi giudicati troppo orientati politicamente. Per Lucio Malan “il ddl è aberrante e trasforma il Senato in una mera riserva di voti per la Sinistra, utili per le elezioni del Capo dello Stato, della Consulta e del Csm”.
Gli aspetti più irrazionali? “L’aumento dei senatori del Trentino Alto Adige che passano dagli attuali 7 a un numero non chiaro, ma comunque almeno a 8 e forse 12. I senatori della Valle d’Aosta passano da 1 a 6, e quelli del Molise da 2 a 6. Insomma, il milione e mezzo scarso degli abitanti di queste tre regioni avrebbe più senatori dei 21 milioni di abitanti di Lombardia, Lazio e Campania. Inoltre, i 26 milioni di cittadini che vivono in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia – o Veneto – avrebbero meno rappresentanti del solo Presidente della Repubblica, visto che ai 4 attuali senatori a vita se ne aggiungerebbero altri 21 nominati per 7 anni”. Simone Baldelli invece punta il dito sulla cosiddetta abolizione delle Province. “State facendo una legge che fa in modo che i sindaci di grande città diventino automaticamente, senza neanche un passaggio elettorale, una sorta di presidenti di Provincia, con più poteri, cioè sindaci delle aree metropolitane. E questi stessi sindaci progressivamente finiranno per fare per 3 giorni a settimana, seppur senza indennità, anche i senatori a Roma. Mi sembra singolare questa circostanza, aggiungo nella singolarità della circostanza il fatto che 14 su 15 siano dello stesso partito. Fino a qualche tempo fa in quest’Aula dominava la retorica del non cumulare i doppi incarichi. Ora non più”.
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