Salgono le tasse e i consumi restano al palo

03 aprile 2015, Luca Lippi
Salgono le tasse e i consumi restano al palo
I dati diffusi dall’Istat hanno semplicemente confermato la situazione complicata che si è manifestata per tutto il 2014. 

Il tentativo di rally (in realtà una timida ripresa dell’ultimo trimestre dello scorso anno) non è stato sufficiente per evitare l’aumento della pressione fiscale, condizione necessaria e sufficiente per evitare la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, conseguentemente una diffusa contrazione dei profitti delle imprese non finanziarie (per queste siamo ai livelli minimi raggiunti solo vent’anni fa).

Il reddito delle famiglie è aumentato del 0,2%, tuttavia il conforto del dato è stato subito represso dal potere d’acquisto che non ne ha beneficiato. Colpa della pressione fiscale che registra un incremento dello 0,1%.

Il reddito delle famiglie dell’ultimo trimestre del 2014 è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, ma è aumentato dello 0,8% rispetto al periodo corrispondente del 2013. La spesa per i consumi finali delle famiglie è aumentata dello 0,5%, tuttavia non corrisponde a una maggiore disponibilità, piuttosto le famiglie hanno deciso di impiegare gli accantonamenti (non è un segnale di fiducia), di conseguenza, la propensione al risparmio sarebbe calata all’8,6%, con una diminuzione dello 0,3%.

Peggiore, ma è una conseguenza di quanto sopra, è la situazione delle imprese che non svolgono attività finanziaria. L’Istat nel report afferma: “La quota di profitti, che indica il rapporto assimilabile al margine operativo, è risultata dello 0,46% nel 2014, raggiungendo i minimi dal 1995”.

Le conclusioni sono sempre le stesse: senza una riforma fiscale equa qualunque altra riforma risulta solamente un palliativo e  l’effetto placebo non sarà eterno.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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