Nucleare Iran, Pontecorvo della Comunità Ebraica a Roma: "Allora anche alla Corea del Nord"

03 aprile 2015, Marta Moriconi
Gianluca Pontecorvo, co-fondatore del Progetto Dreyfus e membro della Comunità ebraica di Roma, ci spiega perché ad Israele non piace l'accordo sul nucleare raggiunto con l'Iran di  Rouhani e cosa temono gli ebrei. 

 
Nucleare Iran, Pontecorvo della Comunità Ebraica a Roma: 'Allora anche alla Corea del Nord'
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato d'urgenza, secondo i media, il gabinetto di sicurezza per discutere l'accordo sul nucleare raggiunto a Losanna tra Iran e le potenze del 5+1. C'è un forte allarmismo su quasi tutta la stampa israeliana. Perché ad Israele non piace quest'accordo? 

"Il fatto che non piaccia solo ad Israele è il vero problema da analizzare. L'Iran da diversi anni si è autonominato capofila di tutti gli stati sciiti della regione e sta portando avanti una "Jihad diplomatica" che evidentemente sta portando ottimi frutti visti gli obiettivi preposti. A livello geopolitico e militare l'Iran ha messo in moto un meccanismo per mettere in difficoltà tutti gli stati sunniti della regione e questo a provocato reazioni dure come quella di Egitto e Arabia Saudita. I pasdaran sono ormai infiltrati in tutti i conflitti locali (Siria, Iraq, Libano, Giordania) e sostengono attivamente le forze sciite in campo. Mentre in Yemen si sta giocando probabilmente gran parte del futuro dello scacchiere mediorientale per come lo conosciamo noi, in Svizzera gli Stati Uniti e l'Occidente hanno concesso all'Iran degli Ayatollah una potenziale chiave risolutiva della questione. Bisogna poi anche considerare che in tutto questo potenze come Russia e Cina rimangono apparentemente in disparte. 
L'Iran di Khamenei, di Ahmadinejad e oggi di Rouhani non ha mai nascosto il proprio antisemitismo e l'odio viscerale che prova nei confronti di Israele. E' il mondo che è cieco e non lo vede. O non vuole vederlo. Seppur fino ad oggi fosse stato impensabile un conflitto aperto tra i due stati, con un Iran che in meno di 9 mesi potrebbe dotarsi di arsenale atomico, ogni scenario deve essere valutato".

Non credete si tratti di un accordo che riconosce un diritto per il nucleare pacifico?

"Credo che tutti i Paesi al mondo abbiano il diritto a dotarsi di energia che possa aiutare la crescita del proprio
Nucleare Iran, Pontecorvo della Comunità Ebraica a Roma: 'Allora anche alla Corea del Nord'
paese, anche quella nucleare. Ma se questa energia può essere tramutata in qualcosa di estremamente negativo e chi la possiede non fa alcuna fatica a nascondere il proprio odio per un paese facente parte dell'assemblea delle Nazioni Unite e annuncia a gran voce la volontà di volerlo distruggere, chi è quello sconsiderato che si assume la responsabilità di mettere in mano un'arma del genere a questa gente?
Perchè non concedere la potenza nucleare anche alla Corea del Nord? I nord coreani non hanno gli stessi diritti degli iraniani?".

E' l'Iran di Rouhani il problema o l'Iran in generale? 

"Con le generalizzazioni non si è mai arrivati a nessuna conclusione giusta. Il problema è molto più articolato e complesso. In Iran c'è un regime teocratico che si esprime attraverso la figura del suo Presidente e dell'Ayatollah. Le politiche messe in atto sono fortemente repressive, espansionistiche a livello di influenza regionale, e non solo antisioniste ma anche e profondamente antisemite. Quindi no, l'Iran in sè non è un problema oggettivo, lo è di più come è stata impostata la sua società e quelle che sono le politiche attuate. Questo però non è più un problema solo di Israele. Con molta probabilità a pagare il prezzo di un Iran in possesso di potenza nucleare saremo tutti noi occidentali".
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