Fusaro: “Per me la Croce è il nichilismo. Francesco l'ultimo allievo di Marx e Gesù"

03 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Fusaro: “Per me la Croce è il nichilismo. Francesco l'ultimo allievo di Marx e Gesù'
“La Via Crucis è l’ordine neoliberista che distrugge il vecchio mondo borghese basato sull’etica, la religione, i diritti sociali, il riconoscimento della famiglia”. Così Diego Fusaro, filosofo, analizza lo scenario politico ed economico nella conversazione con Intelligonews, individuando oltre alla Croce anche in cosa sta la Resurrezione…

Dalle dimissioni di Lupi col ridimensionamento del peso di Ncd al governo alla nomina di Delrio alle Infrastrutture, Renzi pare sempre più un uomo solo al comando. E’ così? E’ un paradosso se applicato a un uomo di sinistra? 

«Io parlerei di Renzi usando una formula che mutuo da Gramsci, cioè parlerei di ‘cesarismo finanziario’, cesarismo perché è un solo uomo che tiene tutto il potere nelle mani e finanziario perché questo solo uomo in realtà è subordinato al potere finanziario. Lo ha affermato lo stesso Renzi quando qualche tempo fa disse che c’era chi lo voleva farlo fuori riconoscendo che gli stessi che lo hanno sostenuto in quel ruolo, erano pronti a togliergli il potere. Parlo di ‘cesarismo finanziario’ perché c’è un solo uomo che decide per tutti ma è espressione dei poteri forti. Dire poi che Renzi è un leader di sinistra da un certo punto di vista fa sorridere, nel senso che Renzi sta a Gramsci come il banchiere vaticano Marcinkus sta a Gesù Cristo»

Qual è secondo lei la Via Crucis della politica?

«Nel liberismo sfrenato al quale aggiungerei la distruzione del vecchio mondo borghese basato sull’etica, la religione, i diritti sociali, il riconoscimento della famiglia, spazzati via perché ormai incompatibili con l’ordine mondiale liberista che non può accettare tutte queste cose e deve imporre un piano liscio del mercato, senza alto e basso, senza valori di riferimento, senza destra e sinistra e che fa della politica una pura continuazione dell’economia con altri mezzi». 

In cosa identifica la Via Crucis e la Resurrezione dell’uomo di oggi?

«Se la Via Crucis sta negli elementi che ho appena elencato, in questa notte del mondo come direbbe Heidegger, in questo buio totale, la sola Resurrezione sta nel sapere che Dio è morto e dopo tre giorni può risorgere se noi non ci arrendiamo a questo scenario totalmente alienato e manteniamo un orientamento positivo a tutto questo»

E’ anche una questione etica e di valori di riferimento?

«Sì, perché il mondo neoliberista si regge sulla distruzione di tutti i valori e sul nichilismo pienamente realizzato. Quindi, occorre recuperare anche i valori di riferimento come ad esempio, almeno per quello che mi riguarda, la solidarietà».  

Hanno colpito molto le immagini del Papa tra i detenuti di Rebibbia durante il rito della lavanda dei piedi. Da ateo, pensa che il Giubileo straordinario incentrato sulla misericordia possa rappresentare un passaggio cruciale anche per i non credenti?

«Io non mi definisco affatto ateo e anzi, mi sottraggo a questa demenziale divisione tra atei e credenti che è l’equivalente ideologico di destra e sinistra. Ciò detto, riconosco nella religione, sia islamica sia cristiana, una eroica forma di resistenza al monoteismo del mercato. Per la religione, Dio sta in cielo e non è merce, mercato, denaro. Non posso che guardare con ammirazione a gesti come quelli di Papa Francesco, l’ultimo allievo di Marx e di Gesù Cristo rimasto sulla terra»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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