An story. Dall'orgoglio di destra al... Tribunale

03 dicembre 2013 ore 11:31, Americo Mascarucci
An story. Dall'orgoglio di destra al... Tribunale
C’era una volta Alleanza Nazionale! Oggi c’è chi vorrebbe riesumare il simbolo nato dallo storico congresso di Fiuggi del 1995 per presentarlo alle prossime elezioni europee, nella convinzione che possa attirare il consenso di tanti elettori in cerca d’identità.
Per ora però si dovrà continuare a parlare di An in senso preminentemente giudiziario, con riferimento alle ultime vicissitudini che stanno interessando l’omonima Fondazione, nata per tutelare e conservare il patrimonio del partito in seguito alla confluenza nel Popolo della Libertà. Rita Marino, storica segretaria di Gianfranco Fini, ha infatti presentato un esposto alla Procura di Roma denunciando il presidente della Fondazione Franco Mugnai, i componenti del Comitato dei Garanti e del Comitato di Gestione. L’accusa è di aver depauperato il patrimonio dell’ex An, anziché conservarlo e tutelarlo, con operazioni contabili poco trasparenti se non addirittura illecite. La Procura, dopo aver esperito le indagini, ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento, non essendo state ravvisate ipotesi di reato nelle condotte contestate alle persone chiamate in causa nell’esposto. Il Gip però ha rigettato la richiesta chiedendo un supplemento d’indagine, alla luce delle verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza, con relativa richiesta di ulteriori approfondimenti di natura bancaria. Da qui quindi la remissione degli atti alla Procura. In attesa che la magistratura porti a termine le indagini e stabilisca se procedere con una seconda richiesta di archiviazione o con la richiesta di rinvio a giudizio alla luce di eventuali nuovi elementi probatori, fra gli elettori dell’ex An si respira sconcerto e amarezza. Prima il presunto scandalo della casa di Montecarlo, adesso le accuse di illeciti  nella gestione del patrimonio. C’è chi ha intravisto nell’iniziativa della Marino, una vendetta postuma di Gianfranco Fini nei confronti degli ex colonnelli di An (Mugnai e gli altri componenti della Fondazione sono infatti espressione delle correnti di An che non hanno aderito a Fli restando nel Pdl), mentre dal canto suo, la segretaria dell’ex presidente della Camera intervistata dal quotidiano Il Tempo che da due giorni sta seguendo dettagliatamente la vicenda, ha smentito qualsiasi finalità di carattere politico, spiegando di voler soltanto fare chiarezza su aspetti poco chiari e trasparenti della gestione. Tutti comunque si dicono tranquilli e sereni; la signora Marino è ovviamente soddisfatta per la proroga delle indagini disposta dal Gip, mentre tutti gli altri, cioè le persone sottoposte ad indagini, sono convinte di poter dimostrare l’assoluta estraneità a qualsiasi ipotesi di reato loro contestata. Insomma, secondo gli ex An che hanno contestato l’uscita di Fini dal Pdl, ci troveremmo in presenza di una sorta di risposta giudiziaria alla vicenda di Montecarlo. Fini del resto, non ha mai fatto mistero di considerare responsabili del “massacro giornalistico” ai suoi danni per la storia della villa Colleoni, non soltanto Silvio Berlusconi, ma anche e soprattutto i suoi ex luogotenenti rimasti fedeli al Cavaliere. Intanto gli elettori della destra osservano rammaricati la fine di un sogno; quel sogno nato a Fiuggi in quel lontano 1995, il sogno di quella destra di governo che avrebbe dovuto crescere e consolidarsi e che invece si è ridotta a fare da ruota di scorta a Berlusconi o a scomparire del tutto. Di quel sogno oggi non sono rimaste che carte bollate, esposti e tante accuse al vetriolo. Altro che resurrezione del simbolo! Fra un po’ non ci resterà nemmeno la fiammella, tenuta accesa dall’orgoglio dei militanti. A forza di sputarsi addosso, gli ex dirigenti del partito, oltre all’entusiasmo del popolo di destra, hanno finito per spegnere pure quella.
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