Nuove tasse? Dal "Diarios de motocicleta" a quelli della bicicletta

03 dicembre 2015 ore 10:55, Luca Lippi
Nuove tasse? Dal 'Diarios de motocicleta' a quelli della bicicletta
Può accadere che all’interno di uno schieramento politico si possa creare qualche confusione (in Democrazia tutti possono esprimere il proprio parere) l’opportunità di un parere, però, diventa vincolato quando lo schieramento politico è al governo del Paese, e allora la voce del capogruppo PD Marco Filippi diventa automaticamente o l’altra faccia della medaglia, oppure semplicemente un intemperante o intempestivo. Targa e bollo per le biciclette: la proposta del PD di riforma del Codice della Strada si scontra con l’indignazione del popolo a due ruote.  Ma è chiaro di cosa si tratta? Lo analizziamo nel dettaglio.

L’emendamento introduce nella riforma al Codice della Strada, nella classificazione di veicoli sottoposti a un’idonea tariffa:
 – le motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi;
 – le biciclette e i veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i Trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale.
 
Per i meno attenti dobbiamo specificare il significato di “idonea tariffa” e lo facciamo sussidiando le parole del senatore Filippi che ci erudisce specificando che non è un balzello per le biciclette dei privati, ma sarebbe riservata esclusivamente a chi la utilizza per lavoro, ossia per il trasporto di cose e persone (i risciò per esempio). Si tratterebbe, quindi, di regolamentare un ambito in cui sussiste un vuoto legislativo, e l’emendamento vuol dare la possibilità ai ciclisti di iscrivere le proprie due ruote in un registro nazionale per le bici, finalizzato ad evitarne i furti. Le bici, infatti, verrebbero dotate di un numero di telaio incancellabile, attraverso cui è possibile risalire al legittimo proprietario. È ovvio che la questione si configura nella stessa specie dell’introduzione della quarta aliquota Iva (quella al 5% di cui abbiamo scritto), la fattispecie alimenta il sospetto che una volta censito il “parco bici” è facilissimo poi utilizzare “il bacino d’utenza” con un poco significativo balzello che fa chic e non impegna! 
L’inopportunità dell’emendamento promosso dal senatore Filippi rientra nella fattispecie dell’elefante in una cristalleria: mentre il governo promuove da mesi la riduzione delle tasse e la semplificazione burocratica, il capogruppo PD Marco Filippi, con un emendamento presentato in Commissione Lavori Pubblici del Senato, relativo alla riforma del Codice della Strada, è riuscito a violare in un sol colpo tutti questi obiettivi. Possiamo farcela.

autore / Luca Lippi
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