Addio a Gabriele Ferzetti: muore 90enne il sex-simbol prestato a Carosello (VIDEO)

03 dicembre 2015 ore 10:12, Americo Mascarucci
Addio a Gabriele Ferzetti: muore 90enne il sex-simbol prestato a Carosello (VIDEO)
La fama di seduttore lo ha accompagnato per tutta la vita e nonostante apparentemente non esprimesse simpatia, chi ha avuto occasione di conoscerlo a fondo lo descrive come un personaggio tutt’altro che pieno di sé e presuntuoso. 
Questo era Gabriele Ferzetti, l’attore sex simbolo degli anni sessanta morto all’età di novant’anni. 
Era nato a Roma il 17 marzo del 1925. 
L’esordio ad appena diciassette anni è al fianco di una bellissima Doris Duranti la diva del Ventennio ricordata soprattutto per la sua relazione sentimentale con il gerarca fascista e ministro della Cultura Alessandro Pavolini. 
Con lei recita ne “La contessa di Castiglione” di Flavio Calzavara.
Il successo arriverà però nel dopoguerra grazie prima a Luchino Visconti che lo sceglierà nel 1948 per “Come vi piace” e successivamente a Mario Soldati che lo affiancherà a Gina Lollobrigida ne “La Provinciale” del 1953. 
In quegli anni in Italia vigeva una spietata censura che costò cara a Ferzetti chiamato a recitare ruoli sentimentali in un’epoca in cui destava scandalo anche soltanto un bacio sulla scena o magari una coscia troppo in vista. 
Tuttavia la vera grande svolta per Ferzetti arriverà grazie all’incontro con il regista Michelangelo Antonioni, colui che più di altri contribuirà a creare intorno a lui l’immagine di sex simbolo degli anni sessanta, un seduttore che al fascino e alla bellezza del maschio latino sapeva unire un’eleganza fuori del comune. Due i film di Antonioni che lo hanno reso celebre: “Le Amiche” e “L’Avventura”. 
Il successo non sarà circoscritto soltanto all’Italia ma oltrepasserà i confini nazionali ed europei fino a raggiungere l’America anche perché Ferzetti, oltre che come grande seduttore, ha saputo dimostrare uno spirito d’adattamento ad ogni tipo di ruolo, dal comico al drammatico, dal western (memorabile la partecipazione  in C’Era una volta il West di Sergio Leone) alla commedia sentimentale. 
Una delle ultime grandi interpretazioni è stata nel film "Porzus" del 1997 diretto da Renzo Martinelli dove Ferzetti recita il ruolo di uno dei partigiani della Brigata Osoppo scampato all'eccidio dei partigiani comunisti fedeli alla Jugoslavia di Tito. Un film coraggioso che tuttavia fu bloccato per anni e mandato in onda sulla Rai soltanto nel 2012 a causa dell'ostilità della sinistra e dell'Associazione Nazionale Partigiani che non gradiva di veder messo in mostra il lato oscuro e criminale della Resistenza Italiana. 
Cinema e teatro sono dunque le sue grandi passioni, meno la televisione dove Ferzetti evitava volentieri a meno di apparire. 
Proprio questa sua allergia per la Tv ha contribuito a creare intorno a lui l’immagine dell’attore introverso, scostante, presuntuoso, antipatico, che sembrava fare da contraltare alla simpatia e alla spontaneità dei Sordi, dei Gasmann, dei Manfredi, dei Mastroianni, attori ai quali Ferzetti non aveva proprio nulla da invidiare ma che a differenza sua amavano bucare lo schermo e farsi amare dal pubblico anche al di fuori dei palcoscenici teatrali e delle sale cinematografiche. 
Ferzetti al contrario era riservato e poco disponibile ad offrirsi al pubblico partecipando a varietà televisivi. Non amava inoltre i fotografi, raramente concedeva interviste o accettava di posare per le riviste. Amava il privato e riteneva che il suo essere personaggio pubblico non giustificasse un’attenzione morbosa per la propria vita al di fuori dello schermo. 
Ma non era affatto antipatico. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo schietto e simpatico, un vero gentiluomo che il tempo non ha cambiato, lasciando intatta in lui eleganza e fascino. Un altro pezzo della storia del cinema italiano che se ne va, un altro attore simbolo dell’Italia post guerra desiderosa di rinascere dalle macerie anche grazie al cinema e alla cultura. Una generazione quella di Ferzetti che con la sua scomparsa consegna ormai alle future generazioni il ricordo di un’arte cinematografica e teatrale oggi persa ma in fondo tanto rimpianta. 
Lo si evince anche dal cordoglio espresso dal ministro della Cultura Dario Franceschini: "Apprendo con dolore della scomparsa di Gabriele Ferzetti. Il cinema e il teatro perdono oggi un grande interprete, amato dal pubblico e apprezzato per il suo talento dai più importanti registi della scena nazionale e internazionale".


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