"Caccia" al medico dei selfie in sala operatoria: la censura come estrema ratio

03 dicembre 2015 ore 10:30, intelligo
'Caccia' al medico dei selfie in sala operatoria: la censura come estrema ratio
Selfie su Facebook? Nessun problema. Lo diventa, invece, quando a scattare selfie che poi finiscono postati sulla piattaforma social sono chirurghi, anestesisti e infermieri pronti in sala operatoria a intervenire su un paziente. Il caso è ormai diffuso nelle strutture sanitarie italiane con un’impennata in Campania. E proprio dalla Campania parte la “controffensiva” per mettere uno stop alla “moda” che non ha molto a che spartire con le regole deontologiche ed etiche che sottendono la professione del medico, a maggior ragione del chirurgo che un attimo prima di usare il bisturi si fa foto con i colleghi. Tra l’altro, nelle foto che girano sul web l’equipe chirurgica si mette in mostra, quasi in posa, con tanto di camice verde e mascherine, accanto ai pazienti già collocati sul tavolo operatorio. Volti sorridenti, pollici alzati in segno di “ok”; insomma tutto come se si fosse in una vacanza o in un weekend con gli amici. 

Il caso in Campania è già al centro di polemiche e l’Ordine dei Medici di Napoli corre ai ripari annunciando di esser pronto e intenzionato a identificare, uno ad uno, i medici che hanno scattato selfie in sala operatoria e poi li hanno postati su Facebook.
Insomma, l’Ordine professionale vuole andare fino in fondo alla storia attivando azioni disciplinari nei confronti dei sanitari “pizzicati” a scattare selfie col bisturi in mano e accanto a pazienti già sottoposti ad anestesia. Per questo, è scattata la “caccia” al selfie anche con richieste presentate dall’Ordine dei Medici ai quotidiani locali – come riferisce il Corriere del Mezzogiorno – per riuscire a individuare gli autori delle foto immortalate col cellulare. Si cerca ogni possibile notizia “utile ad individuare, ad esempio, nominativi, sedi lavorative, profili e date”, scrive il Corriere del Mezzogiorno. I selfie che hanno scatenato tutta la vicenda provengono da vari ospedali della Campania e il presidente dell’Ordine professionale di Napoli, Silvestro Scotti, avverte: “Se riusciremo ad individuarli questi colleghi dovranno giustificare le loro azioni. Poi valuteremo eventuali sanzioni”. L’ipotesi sul provvedimento disciplinare potrebbe essere quella del richiamo, ovvero una specie di segnalazione che resta sul curriculum del medico, ma non è esclusa nemmeno, se in alcuni casi ci saranno le condizioni, l’opzione della censura, anche se questa estrema ratio, pare abbastanza difficile da praticare. Per ora è “caccia” al medico selfiesta. In Campania, ma non solo. 

LuBi


autore / intelligo
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