Pil migliora e l'Istat dà speranza all'Italia e a Renzi: "Le cose iniziano a marciare”

03 dicembre 2015 ore 11:26, intelligo
Pil migliora e l'Istat dà speranza all'Italia e a Renzi: 'Le cose iniziano a marciare”
Davanti all’ottimismo del premier Renzi, l’Istat mette sul tavolo del governo il focus sull’Italia con due parole-chiave che identificano problemi irrisolti: disoccupazione e diseguaglianze. Renzi scrive agli iscritti del Pd nel tentativo di infondere fiducia: “L’economia finalmente si rimette in moto”. Poi snocciola i dati: "A ottobre del 2014 la disoccupazione era al 13%, oggi è scesa all'11,5%”. Il quadro migliora e l'Istat dà speranza all'Italia e a Renzi:  "Le cose iniziano a marciare”. Anche se proprio l'Istat dice che è aumentata la percentuale degli inattivi e la disoccupazione giovanile resta a livelli sempre molto alti. Il premier rivendica poi gli effetti del Jobs Act sull’incremento dei posti di lavoro: “Ci sono più di trecentomila italiani in più al lavoro da quando il governo ha imboccato la strada del JobsAct. I mutui crescono (i contratti stabili, finalmente!), la fiducia di consumatori e investitori è ai massimi da vent'anni a questa parte, dopo tre anni finalmente il Pil quest’anno sarà positivo e meglio delle previsioni di inizio anno. Le cose finalmente iniziano a marciare”. Per questo motivo, l’inquilino di Palazzo Chigi chiede al popolo dem di “mettersi in gioco”, anche perché proprio il partito “si è caricato di una responsabilità enorme, all'inizio della legislatura. Sembrava tutto finito, il Paese nel caos e l'instabilità politica veniva considerata una delle cause più pericolose della recessione”, scrive ancora il premier-segretario. 

Se il Pil riprende – piano piano – vigore, l’Istat segnala che in Italia continuano a permanere forti diseguaglianze. Lo dice il rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile, secondo il quale le famiglie hanno un livello di benessere orientato a salire, ma restano forti discrasìe tra Nord e Sud. Il problema di sempre, evocato da tutti (politici ed economisti) ma mai risolto. Secondo il dossier Istat c’è una ripresa dei consumi e il rischio di povertà insieme all’indicatore della cosiddetta povertà assoluta registrano il segno meno; tuttavia sale la percentuale di persone (12,1 per cento) che complessivamente hanno lavorato meno delle loro potenzialità. Quanto al Sud il quadro reale collide con l’ottimismo del premier. L’Istat dice che “il Mezzogiorno oltre ad avere un reddito medio disponibile decisamente più basso del Nord e del Centro, ha anche la più accentuata disuguaglianza reddituale: il reddito posseduto dal 20% della popolazione con i redditi più alti è 6,7 volte quello posseduto dal 20% con redditi più bassi, mentre nel Nord il rapporto è di 4,6”. 
L’altro dato che salta agli occhi è determinato dal fatto che resta stabile la percentuale di persone (7 per cento) che subiscono “una grande deprivazione” dal punto di vista economico, mentre il 15 per cento delle persone con più di 16 anni non può permettersi di sostituire gli abiti consumati, un quinto non può svolgere attività di svago fuori casa per ragioni economiche, un terzo non può permettersi di sostituire mobili danneggiati. Che l'Italia si rimetta in moto è un dato positivo che l'Istat rileva e conferma anche se sui nodi irrisolti, il premier Renzi è atteso alla prova del nove 

LuBi

autore / intelligo
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