Luce: dai costi progressivi a quelli fissi risparmia chi consuma, simulazioni

03 dicembre 2015 ore 11:36, Luca Lippi
Luce: dai costi progressivi a quelli fissi risparmia chi consuma, simulazioni
Con il nuovo sistema di calcolo predisposto dal Garante per l’Energia e il Gas la tariffazione non sarà più ancorata al sistema dei costi progressivi (più consumi più spendi) ma a quello dei costi fissi per kW. Ovviamente, sulla base di questo principio a risparmiare di più sono le famiglie numerose o quelle che sono abituate a consumare tanto. Avvantaggiati saranno anche coloro che sceglieranno come unica o prevalente fonte energetica l’energia elettrica anche per riscaldamento, cucina e acqua calda.
L’attuale tariffazione (sistema progressivo) andrebbe in pensione dopo 40 anni di carriera (introdotta negli anni 70 a seguito della crisi petrolifera), oggi il cambiamento è frutto del recepimento di una direttiva UE (n. 27/2012 attuata con decreto legislativo n. 102/14). Cambierà anche l’aspetto grafico della bolletta, che seguirà un nuovo standard. La rivoluzione consterà di tre fasi: la prima partirà da gennaio prossimo e l’ultima il primo gennaio 2018 dopo una serie di verifiche sul campo.
 
Il nuovo sistema (applicato obbligatoriamente sia a chi è rimasto nel mercato di maggior tutela, sia a chi ha preferito il mercato libero), consentirà di far pagare il dovuto a tutti in totale equità, e anche le famiglie con bassi consumi e basso reddito saranno comunque tutelate dai possibili aumenti, grazie ad una revisione ed estensione degli attuali bonus sociali.
Attualmente il prezzo finale dell’energia elettrica è costituito da quattro grandi componenti:
 
– i servizi di vendita,
– le imposte,
– le tariffe per i servizi di rete: cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica;
– gli oneri generali di sistema: cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico.
 
La riforma rimodula le ultime due voci: si passa, cioè, dall’attuale sistema di scaglioni a uno secondo costi differenziati. A riforma ultimata (come detto, dal 1° gennaio 2018), la tariffa per i servizi di rete (trasporto, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema che sono costi individuati per legge a sostegno di interventi d'interesse generale (attualmente oltre il 40% della nostra bolletta) saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo. Dal 1° gennaio 2017 il nuovo sistema a costi fissi (e non a scaglioni) riguarderà solo le tariffe per i servizi di rete, e successivamente si estenderà anche agli oneri di sistema. Dal 1° gennaio 2018 la riforma sarà a regime, applicando la piena struttura non progressiva anche alla tariffa per gli oneri generali di sistema. Dunque, dovremmo vedere i benefici a breve. In questo modo la progressività avrà una riduzione progressiva e limitato a solo due voci, a seguire saranno poi introdotte tutte le novità legate all’impegno di potenza, con l’offerta di un maggior numero di livelli tra cui scegliere.
L’impatto peserà sulle tasche delle famiglie piccole, coppie, single, persone che lavorano e passano gran parte della loro giornata fuori casa: per loro si parla di rincari annui tra i 19 euro e i 117, prendendo come parametri le fasce di utenti che attualmente consumano con potenza del contatore di 3kW, 900 kWh/anno e 1.500 kWh/anno. Al contrario per gli utenti che arrivano a consumare 6 mila kwh/anno i risparmi potrebbero sfiorare 582 euro.
Secondo le simulazioni si potrebbero verificare le seguenti situazioni: 
- il cliente con consumi medi di 2.700 kWh (chilowattora) all’anno e il classico contatore da 3 kW di potenza impegnata l’aggravio mensile comprensivo di imposte è stimato per il 2016 in 0,9 euro, con un sovrappiù nel 2017 di 0,09 euro e un ulteriore aggiunta nel 2018 di 0,76 euro, per 21 euro totali al termine dei tre anni, per una spesa che passerebbe da 505 a 526 euro. 
- Il cliente a bassi consumi (1.500 kWh l’anno), single o benestante e ora gratificato dall’iniquità tariffaria che garantisce prezzi sociali a chi assolutamente non ne ha diritto, subirà un aggravio più significativo, 2 euro al mese nel 2016, altri 3,7 euro al mese nel 2017 di un ulteriore ritocco di 0,6 euro al mese nel 2018. 
Invece per una famiglia numerosa con consumi medi di 3500 kWh all’anno il risparmio complessivo potrebbe essere, nella simulazione dell’Authority, di 46 euro (da 668 a 622 euro).

autore / Luca Lippi
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