Isis, Massimo Fini analizza la strage di San Bernardino: "Attenzione, fatti inquietanti"

03 dicembre 2015 ore 13:08, Lucia Bigozzi
Isis, Massimo Fini analizza la strage di San Bernardino: 'Attenzione, fatti inquietanti'
Attenzione alla strage di San Bernardino”. Nello scenario infuocato tra Russia e Turchia, con la coalizione occidentale che si allarga alla Gran Bretagna e l’Isis che resiste ai bombardamenti, Massimo Fini, giornalista e scrittore, sposta l’analisi sulla strage nel Centro disabili in America, costata la vita a quattordici persone, per ragionare sulla matrice, non ancora chiara. Nella conversazione con Intelligonews valuta gli elementi pro e contro di una potenziale “firma” dell’Isis. 

Sale la tensione tra Russia e Turchia sul petrolio dell’Isis dopo l’accusa del Cremlino sul presunto coinvolgimento di familiari di Erdogan. Ha ragione Putin o il presidente turco che contro-accusa?

«Ha ragione Putin. Ma il fatto che la Turchia faccia una politica tutta sua nella vicenda Isis è noto e stranoto. Del resto, i camion che arrivano in Turchia con il petrolio dell’Isis lo avevamo già visto e quindi, non è una novità. L’accusa in questo caso è più grave perché il ministro russo indica fra chi sfrutta questo traffico, parenti stretti di Erdogan. In tutto questo, il Califfo se la ride perché gli alleati contro l’Isis, in realtà sono gli stessi che combattono tra di loro»

A questo punto sono il petrolio e gli affari a rendere difficile l’intervento contro l’Isis? E quanto lo stanno frenando?

«Non è che il petrolio rende difficile l’intervento che si può fare lo stesso mentre quelli continuano a fare affari. Il dato curioso, secondo me, è che a bombardare l’Isis ci sono americani, francesi, russi e fra poco inglesi e tutti questi non riescono a distruggere l’entità Isis. Manca solo la Cina fra le grandi potenze…».

Che cos’è: impotenza o mancanza di volontà?

«Non lo so. Ormai non si contano più i raid degli americani nel territorio dell’Isis ma non hanno cavato un ragno dal buco; probabilmente bisognerebbe mandare truppe di terra ma gli occidentali manifestano la loro riluttanza perché intervenire via terra significherebbe morti, vittime. Un rischio che gli americani più di altri – ma vale anche per francesi e inglesi – non vogliono correre. Chi, invece, potrebbe mandare truppe di terra è Putin che, essendo di fatto un dittatore, può agire senza che l’opinione pubblica interna lo ostacoli, ad esempio con manifestazioni di piazza»

A questo punto Obama e l’Europa cosa dovrebbero fare con la Turchia?

«L’errore parte da lontano ed è stato quello di mettere la Turchia nella Nato. Del resto, per gli americani la Turchia era indispensabile perché rappresenta una grande base aerea naturale. Meno che mai si dovrebbe fare entrare in Europa, perché sarebbe la distruzione dell’Ue. Però, mi piacerebbe dire qualcosa sulla strage in America al Centro disabili».

Perché?

«Perché se c’è la firma dell’Isis, allora vuol dire che vogliono portare gli attentati anche in America. Per ora si parla di terrorismo interno ma in America non esiste questo fenomeno: ci sono sempre stati atti singoli di folli, mentre questa è un’azione organizzata. Da una parte, a favore dell’ipotesi Isis – che sarebbe l’elemento più grave – gioca il fatto che questo era un commando e che i nomi degli attentatori sono chiaramente arabi. D’altro canto, rispetto alla solita strategia dell’Isis gli attentatori non volevano farsi saltare in aria, ma filarsela. Lo si vedrà nei prossimi giorni, anche se in questo momento lo ritengo il fatto più inquietante»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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