Il satellite Lisa nello spazio per trovare le onde gravitazionali di Einstein: VIDEO

03 dicembre 2015 ore 16:41, Andrea De Angelis
Il satellite Lisa nello spazio per trovare le onde gravitazionali di Einstein: VIDEO
Chissà dove e se potrà farlo, ma ci piace pensare che Albert Einstein questa mattina abbia festeggiato l'inizio della missione spaziale europea Lisa Pathfinder, nata per riuscire a captare le "vibrazioni dell'universo". A portare il satellite in orbita ci ha pensato il razzo Vega. 
Giunto a destinazione il satellite, dotato di tecnologia ideata appositamente per il difficile compito, inizierà ad aprire la strada allo studio delle 'vibrazioni' dell'universo, ossia le onde gravitazionali previste cento anni fa dalla teoria di Einstein. A coordinare la missione sarà l'italiano Stefano Vitale, dell'Università di Trento e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Le società che hanno contribuito al progetto, grazie anche al finanziamento dell'Asi, sono la Compagnia generale dello spazio che ha costruito i sensori inerziali, il gruppo Selex (Finmeccanica) che ha progettato e realizzato il sistema di micro-propulsione e Telespazio che ha contribuito alla realizzazione della parte software e dei sistemi di controllo.
Partito alle ore 5:04 italiane di questa notte, il satellite Lisa proseguirà autonomamente il suo lungo viaggio verso la regione di spazio denominata L1, distante 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta, dove la forza gravitazionale del Sole e della Terra si "annullano" a vicenda. 

 

A cento anni esatti da quando Albert Einstein
presentò, all'Accademia prussiana delle scienze di Berlino, la celebre equazione della Relatività Generale, Lisa ha proprio lo scopo di dimostrare l'esattezza di una delle sue previsioni: l'esistenza delle onde gravitazionali e la possibilità di controllare e misurare con una precisione altissima il movimento di due masse in condizioni di caduta libera.
Lisa Pathfinder (precedentemente denominata SMART-2) è una missione dell'Agenzia Spaziale Europea il cui lancio era previsto nel 2011, poi rinviato al 2015. La sigla SMART sta per Small Missions for Advanced Research in Technology (missioni ridotte per la ricerca tecnologica). Il suo obiettivo è verificare le tecnologie che saranno poi alla base della missione congiunta NASA/ESA. Per riuscire a catturare le onde gravitazionali, l'Esa ha infatti già in programma la successiva missione che si chiamerà "eLisa", ossia la realizzazione di un laboratorio spaziale composto da tre satelliti in orbita intorno al Sole.


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