Loris, Bruzzone: “Le bugie dette saranno determinanti. Ecco perché”

03 dicembre 2015 ore 16:36, Andrea Barcariol
Loris, Bruzzone: “Le bugie dette saranno determinanti. Ecco perché”
“Credo che l’ipotesi dell’ergastolo sia tutt’altro che lontana”. Non ha dubbi la criminologa Roberta Bruzzone, intervistata da Intelligonews, sui rischi che corre Veronica Panarello alla vigilia dell’inizio del processo (la prossima udienza davanti al gup è prevista per il 14 dicembre per il conferimento dell’incarico ai periti medico-legali).

Caso Loris, è arrivata la scelta del rito abbreviato condizionato dalla perizia psichiatrica. Cosa ne pensa?

“Non è una grande novità, era una scelta ampiamente prospettabile, non restava che quello. Alla luce degli atti che ho esaminato non credo che si andrà verso un’infermità, neppure parziale. Vediamo cosa ne penseranno i periti che esamineranno la Panarello”.

L’avvocato della Panarello ha detto che si tratta di una scelta “pienamente condivisa”. E’ un tentativo per salvarla dall’ergastolo?

“E’ ovvio, mi sembra piuttosto evidente, non c’era un’altra strada percorribile. La perizia è l’ultima spiaggia per cercare di salvare questa donna. Il fatto di avere indubbiamente delle problematiche non comporta necessariamente l’incapacità di capire quello che si sta facendo. In queste caso le condizioni che scemano le capacità di intendere e di volere sono previste espressamente dal nostro codice e la psichiatria ha le idee ben chiare su questo argomento. E’ una scappatoia ma se viene riconosciuta la capacità di intendere e volere c’è il rischio di ergastolo anche con il rito abbreviato, con tutte le aggravanti che ha. L’ergastolo semplice è ampiamente prospettabile”.

A quanti anni potrebbe andare incontro la Panarello?

“Praticamente le vengono contestate tutte le aggravanti, a quanto mi risulta. Hanno contestato di tutto come era ampiamente prevedibile. Quindi, al di là del capo di imputazione, che comunque è di omicidio volontario pluriaggravato, c’è la parte dell’occultamento del corpo del piccolo Loris. In considerazione di questo, anche con una perizia negativa sulla capacità di intendere e di volere che conferma che era pienamente instabile, rischia l’ergastolo anche con il rito abbreviato”.

Quanto incideranno le bugie della Panarello che sono emerse in questi mesi sull’esito del processo?

“Le bugie saranno determinanti e verranno ampiamente considerate dagli psichiatri. Non stiamo parlando di una persona che nell’immediatezza del fatto ha manifestato un disagio o delle amnesie, stiamo parlando di una donna che per un anno in maniera persistente, lucida e assolutamente determinata ha raccontato una serie di menzogne. Alla luce di quanto emerso ora questo lo possiamo dire. La bugia principale è quella di aver portato il bambino a scuola, poi ha simulato la scomparsa del ragazzino andando a prenderlo e si è adoperata su una serie di menzogne reiterate in tutta una serie di circostanze, confermate più volte davanti ai magistrati che l’hanno esaminata. Non è esattamente il quadro di una persona incapace di intendere e di volere”.

Ora il nodo da sciogliere sembra la premeditazione.

“Il problema ora nasce da qui. Al momento non ho ancora letto il capo di imputazione finale, però le assicuro che ci sono dei passaggi della vicenda che lasciano un po’ sospettare che una qualsiasi premeditazione non sia proprio così lontana. Il fatto del canalone e che abbia parcheggiato nel garage prima di salire a casa sono due fatti difficili da spiegare”.

A pochi giorni dall’inizio del processo faccia una previsione. 

"A essere ottimisti per le sorti della Panarello una condanna a 30 anni, ma credo che l’ipotesi dell’ergastolo sia tutt’altro che lontana”. 

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