Montesano fa il "vecchio" Marchese (del Grillo), ma è "la Roma di Mafia Capitale e Vatileaks"

03 dicembre 2015 ore 20:12, intelligo
Montesano fa il 'vecchio' Marchese (del Grillo), ma è 'la Roma di Mafia Capitale e Vatileaks'
Cosa è cambiato dalla Roma del Marchese del Grillo a quella di oggi? Ben poco e Mafia Capitale è lì a dimostrarlo, per non parlare del caso Vatileaks. La Roma della corruzione, quella di una Chiesa divisa tra potere spirituale e temporale, il divario tra ricchi e poveri sono i temi-canovaccio di una delle commedie più amate, ma anche lo specchio di ciò che accade oggi e che attraversando i secoli, alla fine, è rimasto immutato. Al Sistina va in scena “Il Marchese del Grillo” e a portarcelo è Enrico Montesano. E’ il popolare attore romano a sgomberare il campo da qualsiasi, pur legittima, tentazione di parallelismi con il film firmato da Mario Monicelli interpretato nel 1981 da Alberto Sordi. “Mi sono avvicinato a quest'opera con grande rispetto e umiltà senza imitare il grande Albertone che nel 1981 interpretò il marchese del Grillo nel film di Monicelli. Adoro questo personaggio romano”, spiega Montesano ‘mattatore’ della pièce firmata dal regista Massimo Romeo Piparo. Il debutto è per il 9 dicembre nel “santuario” del musical: il teatro Sistina, a Roma. 

“Dopo il successo del 'Rugantino', che fu rappresentato al Sistina per la prima volta nel 1962, ci si chiedeva cosa potesse esserci di fortemente romano per continuare questa tradizione musicale del teatro e così è nato questo spettacolo che omaggia fortemente il film di Monicelli” aggiunge il regista Piparo che poi spiega le peculiarità della sua commedia musicale, anche dal punto di vista coreografico: al punto che si potrebbe parlare di commedia in movimento dal momento che la narrazione viene condotta attraverso un continuo cambio di scena, dagli interni agli esterni, dall’osteria al palazzo dei potenti: tutto mediante un meccanismo di pedane mobili e girevoli che terrà lo spettatore inchiodato alla poltrona. C’è poi la parte musicale che porterà nello spettacolo il proprio valore aggiunto. Non solo le similitudini con gli scandali di Mafia Capitale, perché nel “Marchese del Grillo” è facile ritrovare anche l’attualità di ciò che sta avvenendo in Vaticano. “Anche Pio VII all'epoca aveva Vatileaks!”, scherza Montesano, alias Marchese Onofrio del Grillo, guardia nobile di Papa Pio VII agli inizi del XIX secolo. Ed è lo stesso Montesano a insistere sulle analogie con l’attualità: “Nel nostro paese è diventato sempre più difficile lavorare. Andrebbe aiutata la cultura leggera, non distribuendo soldi a pioggia, ma abbattendo gli oneri sociali e le tasse, come quelle sui biglietti. Insomma, Renzi dice che vinceremo contro l'Isis perché la nostra cultura è superiore, ma aiutiamola però!”. Nessuna “connotazione politica” alla sua critica – sottolinea – “lo dico solo per amore verso il teatro e la cultura. Roma per esempio ha un bellissimo teatro shakespeariano, ma non ne ha uno romano. Ne parlai anche con Alemanno, ma non se ne fece niente”. Infine dopo la strage di Parigi, Montesano si sofferma sull’emergenza terrorismo, auspicando che “Papa Francesco faccia un bello scherzo da prete a chi vuole metterci in crisi con questa violenza”. Le musiche originali della commedia sono composte e arrangiate da Emanuele Friello, mentre Roberto Croce firma le coreografie, Teresa Caruso le scene e Cecilia Betona i costumi. Tutto questo, dal 9 dicembre al Sistina. Nel cuore di Roma. 

LuBi

autore / intelligo
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